Tutto sulle ostriche e su come prepararle

·5 minuto per la lettura
Photo credit: Flashpop - Getty Images
Photo credit: Flashpop - Getty Images

Ostriche e champagne: la combo perfetta per una serata luxyry. Ce la meritiamo, no?
Questo mollusco, oggi considerato pregiato, fa parte della dieta delle popolazioni del Mediterraneo da millenni: è ricchissimo di proteine nobili e si può raccogliere abbastanza facilmente trovandosi a bassa profondità attaccato agli scogli. Inizialmente, dunque, non era una leccornia per soli ricchi. Lo è diventata quando i romani hanno iniziato ad allevare le ostriche in Britannia, facendole arrivare poi a Roma con una certa difficoltà nel trasporto. Era infatti necessario usare un grande quantitativo di ghiaccio per conservarle, o riprodurre l’habitat marino in enormi vasi pieni di acqua salata da cambiare spesso durante il tragitto. Dopo questo breve excursus storico, è il momento di concentrarci sulle diverse tipologie di ostriche, su come pulirle e cucinarle e sulle loro proprietà.

Photo credit: Алексей Облов - Getty Images
Photo credit: Алексей Облов - Getty Images

I tipi di ostiche più buone

La maggior parte delle ostriche che mangiamo vengono da allevamenti francesi, presenti in Bretagna, Aquitania, Normandia, Vandea, Corsica e Linguadoca, e sono di due tipi: piatte e concave. Quelle piatte sono in assoluto le più pregiate, hanno una forma quasi rotonda, e un diametro che può arrivare fino a 10 cm. Il loro gusto è contemporaneamente intenso e delicato.
Quelle concave, di forma più allungata, sono molto più diffuse perché crescono con minori difficoltà e più velocemente. Possono risultare meno delicate e raffinate al palato avendo una salinità più spiccata ed un sapore più marcato. Tutte e due le tipologie necessitano di un processo di affinamento prima di poter essere consumate, che inizia non prima del loro quarto anno di età e dura un periodo compreso tra il mese e gli otto mesi. Il procedimento può essere portato avanti in mare aperto o in bacini appositi, detti claires. Tra le altre tipologie di ostriche di qualità migliore ci sono l’irlandese “Ostra Regal” e la “Varuni”, allevata in Puglia nella zona del Gargano e quella più spesso servita nei ristoranti del Sud Italia.

Come pulire e aprire le ostriche

Per pulire le ostriche dovrete strofinarle energicamente mentre le passate sotto l’acqua corrente fredda. Operazione necessaria per eliminare la sabbia, il fango e tutti i residui di sporco presenti nel guscio. Per aprirle, invece, molto dipende dal fatto che le vogliate mangiare crude o cotte. Ci sono diverse ricette, che vedremo in seguito, che le rendono gustosissime in entrambi i casi. Per aprirle quando sono ancora crude è necessario un coltello specifico che assomiglia a un piccolo pugnale dalla lama corta, circa 6 cm, e concepita per penetrare e sollevare le due parti del guscio (valve) senza danneggiare la polpa. Per acquistarne uno, se ancora non lo possedete, vi basteranno una quindicina di euro e ne dovrete aggiungere pochi altri per comprare un’impugnatura di plastica che potrebbe rivelarsi decisiva per un’apertura in totale sicurezza. In casi di emergenza si può comunque riadattare un coltello che avete nella vostra cucina. È importante che sia a lama corta. Uno che utilizzate per pulire le verdure va bene, anche se non ha la robustezza ideale.

Ricette per ostriche da mangiare crude

La soluzione più semplice ma allo stesso tempo raffinata per consumare le ostriche è quella di mangiarle crude con il limone. Molte coppie si concedono questo piacere nel giorno di San Valentino, essendo le ostriche considerate un mollusco con proprietà afrodisiache. Per prepararle vi basterà semplicemente aprirle e posizionarle in un vassoio in cui avrete disposto del ghiaccio e del limone. Si può aggiungere anche una spruzzata di pepe bianco. Una variante a questo grande classico delle ricette, è quella delle ostriche crude con salsa di olio e limone alla menta. In questo caso durante la fase di apertura del guscio, state attente a non far disperdere l’acqua contenuta al suo interno. Dopo averla filtrata con un colino, infatti, la dovrete versare in una ciotola per creare una salsa a freddo a base di peperoncino, olio, menta tritata, uno spicchio d’aglio e il succo di limone. Il tutto da amalgamare sbattendo gli ingredienti energicamente con una forchetta per circa un minuto. Vanno sempre servite su un vassoio riempito con ghiaccio e limone.

Photo credit: Alex Olson / EyeEm - Getty Images
Photo credit: Alex Olson / EyeEm - Getty Images

Ricette per ostriche da mangiare cotte

Le ostriche gratinate sono la variante più gettonata tra le ricette che prevedono la cottura di questi molluschi. Per cucinarle in questo modo, non dovrete fare altro che pulire i gusci e metterle sul fuoco in una padella con dell’olio, aspettando che si aprano. Poi andrete ad estrarre l’ostrica disponendo olio e pangrattato sul guscio. A questo punto reinserirete il mollusco all’interno creando un sottile strato di pangrattato, olio, prezzemolo e burro, per poi infornarle fino a quando si sarà creata una crosticina croccante. Per ottenere un piatto più ricco di ingredienti e assolutamente meno semplice nel gusto, invece, potrete cimentarvi con la preparazione delle ostriche alla Rockfeller, ricetta che viene dagli Stati Uniti. La farcitura, in questo caso, oltre al pangrattato prevede l’utilizzo di ingredienti come gli spinaci, formaggio, pasta d’acciughe, salsa Worcestershire e, in aggiunta, un goccio di liquore all’anice. Non proprio un piatto leggero. Se vi sentite improvvisamente pesanti soltanto nel leggere queste righe, c’è un’opzione molto meno impegnativa e che probabilmente stravolge meno il sapore originale dell’ostrica. Si tratta dell’ostrica cotta alla brace. Basta semplicemente preparare la base ardente, poggiare le ostriche su una griglia di metallo, attendere che si aprano e che i molluschi si arrostiscano.

Le ostriche fanno male alla salute?

Partiamo dai sicuri effetti benefici delle ostriche che, essendo ricchissime di minerali e vitamine, sono un alimento prezioso per il nostro organismo. La curiosità che ci leviamo subito è: sono davvero un alimento afrodisiaco? La risposta è si, essendo un mollusco che contiene una gran quantità di zinco, minerale importante per la funzionalità degli ormoni riproduttivi e per la maturazione dello sperma. Mangiare ostriche aiuta anche a contrastare l’insonnia e incentiva il nostro organismo a produrre globuli rossi. Veri e propri effetti collaterali provocati dall’ingestione di ostriche non ci sono, se escludiamo eventuali allergie che possono causare fastidi addominali e gonfiori. Anche la preoccupazione di contrarre malattie, come tifo ed epatite virale, mangiando crudo questo mollusco, non è giustificata. Infatti negli allevamenti europei ci sono dei protocolli igienico-sanitari molto rigidi da rispettare e la tracciabilità certa della produzione scongiura la possibilità che possano essere aggirati. Insomma, in totale sicurezza e mangiandole crude o cotte, potete concedetevi tranquillamente il piacere di gustare delle buone ostriche.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli