Tv: Barbareschi, 'io su Rai3 perché se non faccio l'artista mi deprimo'

·2 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 16 apr. (Adnkronos) – “Torno in tv perché sono un onnivoro dello spettacolo, perché se non faccio ogni tanto l’artista, il mio mestiere, mi deprimo”. Descrive così, Luca Barbareschi, il suo ritorno in tv con ‘In barba a tutto’: otto puntate, in onda da lunedì 19 aprile alle 23,15 su Rai3, in cui l’attore e regista, con interviste in diretta, si propone di raccontare un mondo politicamente scorretto, con temi avvincenti e ospiti appassionati, rubriche, musica e divertimento. Ma soprattutto, con leggerezza e senso dell’umorismo, dialogando con gli ospiti da uno studio che ricorda un loft newyorkese, un ambiente accogliente, con un bancone, un biliardo, due poltrone e, sullo sfondo, una vista cittadina, ad ogni puntata diversa, simbolo della cultura italiana.

“Avevo molta voglia ma anche paura di tornare a fare televisione – dice Barbareschi – Ho 65 anni ma il direttore di Rai3 Franco Di Mare è un uomo ‘franco’, proprio come il suo nome, e ha avuto il coraggio di darmi fiducia e non sempre la gente ha il coraggio di lavorare con me. Oltre al Covid, l’altro virus pericoloso è quello della stupidità e con questo programma proviamo ad accendere l’ironia ogni sera. L’artista dev’essere provocatore, come Jimi Hendrix e Picasso, e io spero di mantenere la leggerezza e la provocazione, anche con un personaggio come la ministra Marta Cartabia, che vorrei ospitare in trasmissione e con cui vorrei parlare anche con leggerezza, che, come diceva Kundera, è importante. Ma vorrei invitare anche Franceschini, Di Maio, Rino Formica e Ciro Pomicino”.

“Ogni puntata sarà sviluppata attraverso tre macro temi, uno per ogni ospite, che tratteremo attraverso monologhi, contributi video e musica – prosegue l’attore – Ma è ovvio che si deve provocare un po’ e io cerco di farlo con intelligenza. Anche gli aerei decollano controvento altrimenti cadono: per fare delle cose bisogna prendere delle posizioni. Il dibattito è un’opportunità di crescita. Io – racconta – ho sposato una donna lontana da me e la mia fortuna è la divergenza di idee che ha con me. Forse sarà uno show ebraico nella comicità, dove chi hai davanti sai che non è un nemico ma soltanto uno che la pensa diversamente da te”.