Twitter: dopo i licenziamenti di Elon Musk ondata di dimissioni e uffici chiusi

Twitter: dopo i licenziamenti di Elon Musk ondata di dimissioni e uffici chiusi. (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images)
Twitter: dopo i licenziamenti di Elon Musk ondata di dimissioni e uffici chiusi. (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images)

Una chiusura totale degli uffici, temporanea ma significativa essendo la seconda in appena tre settimane. E Twitter, dopo l'avvento di Elon Musk, somiglia sempre più a una polveriera. Tanto che dopo i licenziamenti a pioggia voluti dal nuovo proprietario, ora l'organico dell'azienda sta vivendo un ulteriore, pesantissimo ridimensionamento per le dimissioni che in centinaia stanno presentando. E un nuovo equilibrio societario appare ancora lontano, mentre le polemiche infuriano sempre più.

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A inquadrare la situazione interna a Twitter sono i più importanti media d'Oltreoceano, tra cui 'New York Times' e 'Washington Post'. Si parla infatti di un rifiuto di massa a sottoscrivere i nuovi piani di lavoro imposti da Elon Musk. E che negli Stati Uniti non si esita a definire "hardcore": ritmi serratissimi (turni "per lunghe ore ad alta intensità"), poco riposo e la certezza di non andare incontro a promozioni in ottica futura. Il tutto con una scadenza di 24 ore per dare una risposta, o in alternativa andarsene. E in tanti hanno optato per la seconda soluzione. Forse troppi.

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Secondo 'Business Insider', infatti, nemmeno il 50% dei dipendenti di Twitter avrebbe accettato le condizioni "estreme" di Elon Musk. Tutti gli altri, invece, avrebbero presentato le proprie dimissioni. Il 'New York Times' aggiunge ulteriori dettagli: allo scoccare del fatidico ultimatum, alle ore 17, molti si sarebbero progressivamente disconnessi dalla videoconferenza con il nuovo proprietario della piattaforma, nonostante quest'ultimo stesse ancora parlando.

Twitter: dopo i licenziamenti di Elon Musk ondata di dimissioni e uffici chiusi. (Photo by STR/NurPhoto via Getty Images)
Twitter: dopo i licenziamenti di Elon Musk ondata di dimissioni e uffici chiusi. (Photo by STR/NurPhoto via Getty Images)

L'autorevole quotidiano della Grande Mela spiega peraltro che questa colossale emorragia di dipendenti starebbe creando non pochi problemi a Twitter, tanto da indurne i vertici a tentare di convincere in extremis molti dei critici a rivedere le proprie decisioni e conservare il proprio lavoro. Lo stesso Elon Musk, promotore dei tanti licenziamenti, si sarebbe personalmente speso in tal senso. Intanto però in centinaia se ne sono andati, e gli uffici dell'azienda resteranno chiusi con effetto immediato fino a lunedì prossimo.

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Nel frattempo sono sempre più gli utenti della piattaforma che a propria volta stanno prendendo chiare iniziative per mostrare il proprio dissenso a Elon Musk. In queste ore sono infatti tantissimi gli account di Twitter cancellati, con tanto di hashtag #TwitterDown e #RIPTwitter. Questo sta provocando un'ondata di iscrizioni all'emergente Mastodon o al redivivo MySpace, ma c'è anche altro. 'Reuters' riferisce infatti di una prima denuncia per discriminazione, presentata da un ingegnere disabile licenziato per aver continuato a lavorare da remoto. Secondo quest'ultimo la compagnia sta violando una legge federale, denominata Americans with disabilities act. E la sua iniziativa legale si è già tramutata in una vera e propria class action.