Twitter e la moderazione condivisa

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Twitter vuole rivoluzionare il funzionamento dei social network, e lo farà cedendo il controllo dei contenuti. Il progetto Bluesky per decentralizzare i social media, lanciato da Twitter ma che funzionerà in modo indipendente, ha ora un leader, lo sviluppatore crypto Jay Graber. L’attività online attualmente è in mano ai grandi colossi come Google, Facebook, Twitter e anche Microsoft (che è scesa in campo acquistando LinkedIn), colossi che hanno un enorme potere sui contenuti e sugli utenti, tanto da poter oscurare e mettere a tacere, come è successo con Trump, anche il presidente degli Stati Uniti.

Ma da grandi poteri derivano anche grandi responsabilità: il controllo su contenuti illegali o considerati a rischio è demandato alle piattaforme stesse, che devono impiegare team mastodontici o algoritmi dagli esiti altalenanti (pensiamo al “nipple ban” di Instagram che oscura tutto ciò che assomiglia a un capezzolo) per verificare segnalazioni e rimuovere gli elementi non consentiti. Bluesky ha, per definizione dei suoi stessi sviluppatori, l’obiettivo di decentralizzare i social network con effetti importanti sulla moderazione dei contenuti, non più delegata alla piattaforma. Secondo il CEO e fondatore di Twitter Jack Dorsey, il progetto è destinato a migliorare la conversazione pubblica online, svincolando i post dalla rete su cui sono condivisi e permettendo dunque di visualizzarli al di fuori del social di partenza. Un modo per togliere alla piattaforma il potere sui contenuti, ma che di contro rende il controllo dall’alto impossibile. La responsabilità viene scaricata interamente sugli utenti, dato che un contenuto rimosso da una piattaforma perché ne viola le linee guida potrà tranquillamente essere visualizzato altrove e senza bisogno di aggirare le regole come invece succede oggi.

“Il grande focus per tutti i soggetti coinvolti è stato e sarà il modo di permettere una migliore moderazione che non venga da un’unica fonte”, ha spiegato Jay Graber. E lo stesso Dorsey nel parlare del progetto ha fatto riferimento al ban di Donald Trump da Twitter, mettendo in evidenza come Bluesky abbia l’obiettivo di togliere dalle mani di un social network tutto questo potere. Un protocollo decentralizzato per i social media permetterà alle singole community di auto-governarsi senza che una singola azienda o organizzazione possa esercitare il proprio controllo monolitico sulle conversazioni.

Difficile vedere come questo nuovo protocollo possa conciliarsi con le politiche di censura e moderazione di Twitter da sempre difese dal suo fondatore, che anche di fronte al Congresso USA ha dichiarato: “Abbiamo policy che vogliono assicurare una pluralità di voci sulla piattaforma, ma se a qualcuno non stanno bene si possono sempre scegliere altri canali di comunicazione”. Eppure, oltre ad aver finanziato e lanciato il progetto Bluesky, si dice pronto a migrare la sua piattaforma sul nuovo sistema non appena sarà disponibile. Ci vorranno comunque anni, ha spiegato il nuovo team leader Graber, che nel frattempo ha iniziato la sua campagna acquisti per costruire la squadra d’eccellenza che lavorerà al futuro dei social media.

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