Uber Files: "Pressioni di De Benedetti sul governo Renzi". Coinvolti Macron e Biden

Il presidente francese Emmanuel Macron (44 anni) è sempre più travolto dallo scandalo "Uber Files". Quando era ministro dell'Economia, durante la presidenza di François Holland, Macron avrebbe agevolato la diffusione di Uber in Francia.

Christophe Petit Tesson/AP
Emmanuel Macron ad una cerimonia a Les Invalides. (Parigi, 11.7.2022) - Christophe Petit Tesson/AP

È uno dei primi risultati dell'inchiesta giornalistica internazionale del consorzio ICIJ - centrata nel periodo 2013-2017 - dopo la fuga di 24.000 documenti interni all'azienda americana di taxi privati, all'epoca guidata da Travis Kalanick.

Dai documenti, emergono particolari.
Come un forte intervento politico a favore di Uber in Francia e poi, ancora, lavoratori sfruttati, sottopagati, senza preavviso né giustificazione in vari Paesi.
Senza contare i soldi spostati nei paradisi fiscali per non pagare le tasse.

Più di 180 giornalisti di 40 organi di stampa, tra cui "Le Monde", "Washington Post" e BBC. pubblicheranno una serie di reportage investigativi su Uber, chiamati - appunto "Uber Files". 
Sui social, il tam tam mediatico segue l'hastag #UberFiles.

Le pressioni di De Benedetti

"L'Espresso" - unico media italiano a far parte del consorzio giornalistico internazionale - rivela che In Italia, Carlo De Benedetti - già azionista di Uber - avrebbe fatto forti pressioni sul governo-Renzi per favorire la multinazionale americana.

Nelle mail dei manager americani, Renzi, che all’epoca dei fatti era Presidente del Consiglio in Italia, viene definito “un entusiastico sostenitore di Uber”, ma il leader di Italia Viva - a "L'Espresso" - spiega di non aver "mai seguito personalmente" le questioni dei taxi e dei trasporti.

Pablo Martinez Monsivais/Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.
La storica visita di Matteo Renzi alla Casa Bianca, con il presidente Obama. (18.10.2016) - Pablo Martinez Monsivais/Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.

Lo scandalo coinvolge figure politiche di spicco in ogni Paese, che avebbero partecipato - direttamente o indirettamente - alla strategia di sviluppo di Uber ai danni dei diritti dei lavoratori.

"Anche Biden e collaboratori di alto livello di Obama..."

Euronews ha intervistato Dean Starkman, Senior Editor del Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi:
"Emmanuel Macron, ovviamente, è un personaggio di spicco. Ma anche Joe Biden, all'epoca vice presidente, e qualcosa come una dozzina di ex collaboratori dell'amministrazione Obama, alcuni dei quali di alto livello, hanno abbracciato il modello Uber, che - per definizione - mette a repentaglio le tutele del lavoro e i diritti dei lavoratori".

Euronews
Dean Starkman durante il collegamento-intervista. - Euronews

"Il disprezzo dello Stato di diritto"

Secondo questa inchiesta, oltre a fare regali ai politici amici, Uber - che ha investito 90 milioni di dollari in "lobbyng" e pubbliche relazioni - avrebbe infranto le leggi, fatto pressioni segrete sui governi, ingannato la polizia e approfittato della violenza dei tassisti "regolari" contro gli autisti Uber, per la loro irruzione in un mercato iper-regolamentato a suon di costose licenze.

Dean Starkman, Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi: "Uber faceva tutto ciò con un palese disprezzo per i principi fondamentali dello Stato di diritto. Hanno ignorato le leggi locali. Si sono introdotti nei mercati senza licenze e senza permesso e hanno iniziato a rovinare il mercato".

**Chi ne esce bene?

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In Francia, l'opposizione ha chiesto spiegazioni a Macron per le sue azioni durante il periodo in cui era ministro delle Finanze.

E Bruxelles ha inviato una lettera all'ex vicepresidente della Commissione europea, l'olandese Neelie Kroes, per chiedere chiarimenti sui suoi rapporti con Uber.

Ne esce bene, viceversa, il Cancelliere tedesco Olaf Scholz: all'epoca dei fatti sindaco di Amburgo, era contrario all'espansione dei taxi di Uber, arrivando a dire, in un confronto con l'azienda: "Prima mettete un salario minimo agli autisti!".

La risposta di Uber

In una dichiarazione in risposta alla fuga di notizie, Uber ha ammesso “errori e passi falsi”, ma ha affermato di essere stata trasformata dal 2017 sotto la guida del suo attuale amministratore delegato, Dara Khosrowshahi.

“Non abbiamo e non creeremo scuse per comportamenti passati che chiaramente non sono in linea con i nostri valori attuali”, ha affermato. “Chiediamo invece al pubblico di giudicarci da ciò che abbiamo fatto negli ultimi cinque anni e da ciò che faremo negli anni a venire».

Il portavoce di Travis Kalanick - alla guida di Uber all'epoca dei fatti contestati - ha affermato che le iniziative di espansione di Uber sono state «guidate da oltre cento leader in dozzine di paesi in tutto il mondo e in ogni momento sotto la supervisione diretta e con la piena approvazione dei solidi gruppi legali, politici e di conformità di Uber”.

Nam Y. Huh/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
Uber ha sede a San Francisco. - Nam Y. Huh/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
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