Uber Italy srl sfrutterebbe i suoi fattorini, indagini in corso

Uber Italia: commissariata per sfruttamento

La società Uber Italia srl è stata commissariata dal Tribunale di Milano per caporalato. La filiale italiana del gruppo americano sfrutterebbe i rider impegnati nelle consegne di cibo a domicilio, per il servizio Uber Eats.

Uber Italia commissariata

Attualmente l’indagine è in corso e la misura in esecuzione, da parte del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, con coordinamento del procuratore aggiunto Alessandra Dolci e del pm Paolo Storari.

La Procura di Milano, nel 2019, aveva indetto una indagine per monitorare gli incidenti stradali nei quali finivano coinvolti gli stessi riders, oltre che per vigilare su eventuali dinamiche di caporalato. Nell’occhio del mirino anche l’utilizzo di lavoratori stranieri irregolari in Italia e problemi igienico-sanitari.

Riders poco tutelati, anche in pandemia

Durante l’emergenza Coronavirus, diversi fattorini che collaborano con le App di delivery hanno protestato su più fronti. Da parte loro la richiesta di sospendere il servizio e quindi non lavorare durante la pandemia, visto il rischio di contagio al quale sono esposti.

“Abbiamo saputo che ci sono nostri colleghi contagiati. Chiediamo il diritto di poter esercitare quei diritti che l’Art.2 del Jobs Act già ci riconosce, in quanto lavoratori eteroorganizzati”, hanno esclamato alcuni portavoce in un post su Facebook, “siamo dipendenti subordinati e dobbiamo essere trattati come tali, anche in merito agli ammortizzatori sociali”. Nel frattempo, a Napoli decine di riders si sono assembrati fuori da una famosa paninoteca del Vomero, violando chiaramente le norme anti contagio imposte dal Governo.