Uccisa dal figlio, la cugina: "Le dicevo di scappare, sapevo che le avrebbe fatto del male"

Uccisa dal figlio, la cugina:
Uccisa dal figlio, la cugina: "Le dicevo di scappare, sapevo che le avrebbe fatto del male" (Valentina Giunta, foto Facebook)

"In famiglia sapevamo che correva dei rischi ed avevamo paura, per questo la incitavamo ad andare via". Si sfoga, attraverso le pagine del Corriere della Sera, Cristina Bonanzinga, cugina di Valentina Giunta, uccisa dal figlio non ancora 15enne a Catania. "Quello che è successo era prevedibile, ce lo aspettavamo - aggiunge. - Sapevo che prima o poi quel figlio che lei amava le avrebbe fatto del male".

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I familiari della giovane uccisa, che aveva un figlio di 10 anni che voleva allontanare dai nonni paterni, non la lasciavano mai sola. Temevano per la sua incolumità e avevano cercato di convincerla a trasferirsi in Germania. "Il ragazzo - racconta la cugina al Corriere della Sera - aveva sviluppato un odio profondo nei confronti della madre e, come suo padre, non accettava che volesse rifarsi una vita andando via da Catania con il fratello minore di 10 anni. Si era schierato dalla parte del padre, che idolatrava".

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Bonanzinga parla poi di appostamenti, aggressioni fisiche subite dal padre di Valentina "pestato a sangue sempre dai parenti e portato in ospedale con il setto nasale rotto" e di danneggiamenti. La vittima aveva denunciato, come aveva denunciato i messaggi minacciosi ricevuti da numeri anonimi, ma poi aveva ritirato le querele e le indagini non erano andate avanti.

Ed è anche la famiglia di Valentina, che è parte offesa nell'inchiesta, a chiedere, tramite il proprio legale, l'avvocato Salvatore Cannata, "chiarezza", non soltanto sull'omicidio, ma, anche, "sul contesto deviato e deviante in cui è maturato l'efferato delitto" perché "ci sono responsabilità che non si possono limitare al solo fatto di sangue".

Il penalista spiega che la donna "viveva da anni nella paura che qualcosa di grave le sarebbe potuto accadere" nella sua vecchia abitazione e per questo "da alcuni mesi si era trasferita insieme al padre in un'altra casa presa in affitto". "Nell'ultimo anno - ricostruisce il legale - sono stati diversi gli episodi di violenza, anche gravi, che hanno visto come persone offese Valentina Giunta e la sua famiglia e come protagonisti attivi la famiglia del suo ex convivente".

In questo quadro, è la tesi della famiglia della donna, il suo figlio più grande si era nel tempo molto legato ai nonni paterni e avrebbe sviluppato risentimento verso la madre che, a suo modo di vedere, avrebbe "tradito" il padre scegliendo di tagliare i ponti con lui e con la famiglia. Un "tradimento" imperdonabile sfociato nel matricidio.

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