Uccisa governatrice indigena: vittima di un’imboscata

uccisa governatrice indigena

Continuano le violenza in Sudamerica. Una governatrice indigena e le sue quattro del corpo sono morte durante un’imboscata nella riserva di Tacueyò, in Colombia. Inoltre, anche altre quattro persone sarebbe rimaste ferite. Al momento però non si conoscono le loro condizioni.

La responsabilità dell’agguato sarebbe da imputare ad un commando armato di guerriglieri dissidenti delle ex Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) contro le comunità del municipio di Toribio, nel Nord del dipartimento del Cauca.

Uccisa governatrice indigena

La governatrice rimasta uccisa si chiamava Cristina Bautista. Durante l’imboscata nella località di La Luz, nell’Ovest del Paese, sono stati registrati spari contro la popolazione civile. Anche in questo caso, almeno per il momento, non si hanno notizie di eventuali morti e feriti e delle loro relative condizioni. In base ad una prima riscostruzione, le vittime si trovavano in quelle terre impegnate in un controllo in un settore della zona del Resguardo de Tacueyo. All’improvviso sono state raggiunte dal commando, il quale, sceso da un furgone nero, ha aperto il fuoco in maniera indiscriminata su tutto il gruppo.

Il Consiglio regionale indigeno del Cauca (Cric) ha accusato i dissidenti delle milizie di estrema sinistra delle Farc del gruppo ‘Dagoberto Ramos’. Da segnalare come durante la fine Agosto 2019, un’ala dissidente dei guerriglieri delle Farc aveva annunciato il ritorno alla lotta armata, tre anni dopo l’accordo di Bogotà che aveva messo fine a una guerra civile costata 220 mila morti e consentito il disarmo di circa 7 mila combattenti.