Uccise la compagna a Roma, pena dimezzata: "Seminfermo di mente"

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Roma, 28 nov. (askanews) - E' stato condannato a 16 anni di reclusione più tre anni di Rems una volta espiata la pena Francesco Carrieri, che nel maggio del 2017 uccise la sua compagna, Michela Di Pompeo, insegnante della Deutsche Schule, nella sua abitazione di via del Babuino, a Roma. La sentenza è stata emessa dai giudici della corte d'assise d'appello della Capitale. In primo grado Carrieri aveva preso 30 anni. Oggi però gli è stata riconosciuta la seminfermità mentale, all'esito di una maxiconsulenza d'ufficio. Michela venne uccisa al termine di una lite con un peso da palestra.

Secondo la perizia degli psichiatri Gabriele Sani e Massimo Di Genio, i primi sintomi depressivi per Carrieri risalirebbero al periodo di separazione dalla moglie. A questi si sarebbero aggiunti problemi sul posto di lavoro. La conclusione degli esperti è che Carrieri, quando uccise la sua compagna, "versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacità d'intendere e volere". E, grazie alle cure che ha sostenuto in carcere negli ultimi due anni, "si può escludere la pericolosità sociale in senso psichiatrico, a condizione che non interrompa la terapia".