Uccisi tre operatori umanitari durante combattimenti

tre operatori uccisi

Durante i combattimenti nel Sud Sudan tra forze governative e ribelli del Fronte di Salvezza Nazionale, tre operatori umanitari dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni sono rimasti uccisi. Per questa ragione, l’organizzazione ha annunciato di aver sospeso le attività di screening del virus Ebola in varie località vicino al confine con la Repubblica Democratica del Congo. Troppo pericoloso proseguire con le operazioni in quelle aree.

L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha duramente condannato l’uccisione di tre suoi operatori in Sud Sudan meridionale. Jean-Philippe Chauzy, il capo della missione Oim in Sud Sudan, ha dichiarato in una nota: “Siamo profondamente rattristati dalla perdita dei nostri colleghi. Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle loro famiglie e ai loro amici”. E ha aggiunto: “Gli autori di questi insensati atti di violenza contro civili e umanitari innocenti siano assicurati alla giustizia”.

Uccisi tre operatori umanitari

Anche il direttore generale dell’Oim, Antonio Vitorino, ha espresso il suo “grande dolore e repulsione” per l’accaduto. “Ci stringiamo a fianco del nostro staff in Sud Sudan e alle famiglie delle vittime” ha detto Vitorino. Il direttore ha continuato dicendo: “ribadiamo che gli operatori umanitari e i civili non sono e non dovrebbero mai essere sottoposti a tali atti di violenza così atroci. Noi non siamo un obiettivo”. L’uccisione dei tre operatori (due uomini e una donna) è avvenuta domenica 27 Ottobre 2019. Sono morti durante gli scontri scoppiati fra gruppi armati locali nella località di Isebi, nella contea di Morobo, nello stato meridionale di Yei (ex Equatoria centrale).