Uccisione Soleimani culmine un anno e mezzo di tensioni Iran-Usa -6-

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Roma, 3 gen. (askanews) - Il giorno dopo Kataeb Hezbollah, il cui capo Abu Mahdi al-Muhandis è stato ucciso stanotte insieme a Soleimani, minaccia rappresaglie e nega di essere dietro l'attacco alle strutture Usa. Il governo iracheno si dice pronto a riesaminare il suo rapporto con gli Usa definendo l'attacco una "flagrante violazione" della sua sovranità.

Il 31 dicembre centinaia di miliziani sciiti fanno irruzione nell'ambasciata Usa di Baghdad, sfondando il cancello principale e dando fuoco alla reception. I manifestanti rimasti fuori lanciano pietre e acqua sull'edificio al grido di "morte agli usa" e "morte a Israele". I manifestanti si accampano durante al notte fuori dall'ambasciata. Alcuni capi delle milizie irachene fedeli all'Iran si fanno vedere tra i manifestanti.A differenza del manifestanti anti-governativi, i miliziani sciiti non incontrano alcuna resistenza all'ingresso della super-sorvegliata Zona Verde di Baghdad, che ospita ambasciate ed edifici governativi.

Trump accusa l'Iran dell'attacco e chiede al governo iracheno di proteggere l'ambasciata. Il capo del Pentagono Mark Esper ordina lo schieramento di altri 750 soldati Usa nella regione nel mette tremila in stand by. I lavoratori dell'ambasciata Usa restano sotto assedio per 24 ore. (Segue)