Ucciso da una freccia, parla l'omicida: "Non sono un razzista, sono stato provocato"

Ucciso da una freccia, parla l'omicida:
Ucciso da una freccia, parla l'omicida: "Non sono un razzista, sono stato provocato" (Foto Facebook)

Il 63enne Evaristo Scalco, artigiano maestro d'ascia che con una freccia ha colpito e ucciso un peruviano di 41 anni, si difende all'indomani della convalida d'arresto.

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L'omicidio è avvenuto nel centro storico di Genova, in vico Archivolto dei Franchi, dove i residenti spesso devono affrontare problemi di grida e spaccio, rumori notturni e mala movida. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe proprio il troppo rumore ad aver spinto Scalco a impugnare un arco e scagliare una freccia contro l'operaio 41enne, che si era ritrovato con un amico in un bar della zona, per vedere la partita di Champions e festeggiare la nascita del suo bambino. La vittima, Javier Romero Miranda, lascia anche una figlia di 18 anni, nata da una precedente relazione.

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"Li volevo solo intimidire, non volevo uccidere. Ho perso la testa, sono stato provocato". È quanto ha detto nel corso dell'interrogatorio davanti al gip Evaristo Scalco, l'uomo che nella notte tra martedì 1 e mercoledì 2 novembre ha ucciso con arco e freccia Javier Miranda Romero. Il giudice Matteo Buffoni ha convalidato l'arresto e disposto la custodia in carcere.

Scalco, accompagnato dal suo avvocato Fabio Fossati, ha parlato per un'ora e mezza rispondendo alle domande. "Non sono un razzista. Anzi, a chi lo è spiego sempre che gli immigrati scappano dalle guerre e dalla miseria. Li ho visti urinare davanti al cancelletto e li ho rimproverati. È nata una discussione. Non mi ricordo di avere detto quella frase sugli immigrati", ha tenuto a sottolineare.

Il suo legale descrive il 63enne come una persona affranta, non abituato alla violenza. "Quando ho capito quanto successo sono sceso e ho provato a soccorrerlo. Sono tornato a casa per prendere degli asciugamani. Quella sera ero stanco, avevo la musica accesa, ma non era alta visto l'ora", ha aggiunto.

A descriverlo come un uomo tranquillo e non avvezzo alla violenza sono anche i conoscenti che abitavano nella sua stessa zona. Il gestore di un negozio del quartiere, infatti, ha dichiarato: "L'aggressore? Lo conoscevo ma come una persona tranquilla, sempre stato tranquillo e regolare, non me lo sarei mai aspettato". Alle sue parole fanno eco quelle del ragazzo che per primo ha chiamato 118 e forze dell'ordine, il quale ricorda che Scalco era "una brava persona per quanto lo conoscessi". Probabilmente, "è stato un momento di esasperazione". Quindi ha ribadito: "Non era una persona di indole violenta. Per gli archi sembrava fosse un appassionato, se li costruiva".

Nella sua casa, infatti, i militari hanno trovato 3 archi e 30 frecce tutti costruiti da lui. L'uomo si era trasferito a Genova solo da un mese. Prima viveva in provincia di Varese.