Ucciso e fatto a pezzi dalla moglie: “Voleva lasciarmi e portare l’amante a casa nostra”

ucciso e fatto a pezzi dalla moglie
ucciso e fatto a pezzi dalla moglie

Emergono nuovi, terribili dettagli sulla morte di Shefki Kurti, il pensionato 72enne ucciso, fatto a pezzi e gettato nell’Adigetto dalla moglie. La donna, Nadire Kurti, avrebbe infatti spiegato alle forze dell’ordine di Rovigo che indagano sul caso di avergli tolto la vita per punirlo della sua – solo presunta – infedeltà: “Voleva lasciaermi e poi avrebbe portato la sua amante a vivere in casa nostra”.

Ucciso e fatto a pezzi dalla moglie: il movente

Nadire ha agito “perché gelosa dell’amante di mio marito. Le parlava sempre aveva un microchip nell’orecchio che usava per comunicare con lei. Anche io sentivo la voce di lei e sapevo che voleva 90mila euro da Shefki”.

La gelosia l’ha spinta a ucciderlo e farlo a pezzi, lo scorso 21 luglio, “con l’accetta che mio marito usava per la legna“. Lo avrebbe colpito alla nuca diverse volte, fino a decapitarlo, per poi smembrare il cadavere, conservarlo fino alla notte nel freezer della loro casa di Badia Polesine e poi gettarlo nell’Adigetto insieme all’arma del delitto. Avrebbe dunque ripulito la scena e chiamato il figlio per informaerlo che il padre se n’era andato di casa dopo una lite.

Proprio dal figlio, a Masi, la donna si è trasferita dopo il delitto, dove è stata inizialmente ascoltata dalle forze dell’ordine per poi essere trasferita, il 12 agosto, nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Rovigo. Dopo aver inizialmente negato ogni coinvolgimento, Nadire ha confessato l’omicidio ai Carabinieri.

La presunta relazione extraconiugale

L’infedeltà di Shefki sarebbe, però, solo presunta. Sembra infatti che il pensionato non avesse alcuna relazione extraconiugale né alcuna intenzione di lasciare la moglie. Le paure della donna sarebbero dunque solo una fantasia frutto di una mente annebbiata, che da tempo lottava contro diversi disturbi psichiatrici. Di lei si prendeva cura da tempo proprio il marito.