Ucciso per un parcheggio a Torre Annunziata, 4 fermi

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Quattro persone sono state fermate dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli perché ritenute responsabili dell'omicidio del 61enne Maurizio Cerrato, custode del Parco archeologico di Pompei, assassinato lunedì sera a Torre Annunziata. I 4 fermati sono stati portati presso il carcere di Napoli Poggioreale. Il reato contestato è omicidio in concorso, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.

Nei confronti dell'uomo è stata organizzata una "vera e propria spedizione punitiva": questa la ricostruzione dell'omicidio ricavata dalle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata. E' stato accertato che la figlia della vittima, alcune ore prima dell'omicidio, aveva parcheggiato la propria auto in strada occupando uno spazio arbitrariamente occupato dalla famiglia di uno dei fermati con una sedia, che la ragazza aveva spostato per fare posto alla propria auto, alla quale per ritorsione era stata forata una ruota. Al ritorno dal lavoro, la ragazza, avendo constatato la foratura della ruota, aveva collocato la sedia sul tetto dell'auto della famiglia che di fatto utilizzava il posto.

Secondo quanto emerso dalle indagini, da questa circostanza è nata una prima aggressione da parte di uno dei fermati, appartenente alla famiglia in questione, che ha aggredito Cerrato, intervenuto sul posto per aiutare la figlia a sostituire la ruota bucata, colpendolo violentemente al volto con il crick della macchina, ferendolo. La vittima, nel tentativo di difendersi, ha rotto gli occhiali dell'aggressore ma, al termine della rissa, si era offerto di ricomprarglieli.

Successivamente lo stesso, dopo essersi in un primo momento allontanato dal posto, è ritornato insieme agli altri tre fermati, tra i quali un suo fratello e un altro suo familiare, aggredendo e picchiando violentemente e ripetutamente Cerrato, che è stato accoltellato al torace da uno degli aggressori, mentre gli altri lo tenevano fermo.