Ucciso a pugni in una stazione di servizio, confessa un 20enne

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AGI - Qualche sguardo di troppo, prima i pugni e poi la caduta all'indietro. È morto così il 41enne Paolo Caprio, all'alba in una stazione di servizio alla periferia di Bitonto, nel Barese. Inutili i soccorsi degli operatori sanitari del 118 che hanno tentato di rianimarlo. Le cause del decesso saranno accertate nel corso dell'autopsia, disposta dal pm di Bari Ignazio Abbadessa.

Un ventenne della zona, Fabio Giampalmo, si è presentato nella mattinata ai Carabinieri ed è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario aggravato. Il giovane ha spiegato di aver notato il 40enne, che conosceva di vista, parlare con la sua compagna e con quelle dei suoi amici mentre gli uomini erano nel bar a giocare alle slot machine. Una volta uscito, c'è stato un alterco e il 20enne ha sferrato tre pugni in viso all'uomo che è caduto sbattendo la testa sul marciapiede. "Non pensando che sarebbe morto sono andato via", si sarebbe giustificato.

I carabinieri avevano recuperato le immagini di videosorveglianza della stazione di servizio ed erano già sulle tracce del 20enne.

"Senza armi la fine di una esistenza umana è stata decretata da violenza per motivi, sembrerebbe, non legati a questioni criminali", ha scritto sui social il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio. "È vero, la prepotenza e la barbarie stanno attraversando tutto il Paese (il Sud in particolare) consegnando l'immagine di una società sempre più sola ed abbandonata. Ma Bitonto ha già sofferto troppo per sopportare altre tragedie come questa - ha concluso - la vittima ed il presunto carnefice sono molto giovani per non lasciarci altro pensiero".

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