Ucraina, è momento di fare pressioni su Russia per raggiungere pace - Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kherson

KHERSON, UCRAINA (Reuters) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esortato i leader mondiali a sostenere un piano per porre fine alla guerra nel suo Paese, sottolineando che è il momento di insistere sul processo di pace dopo la sconfitta della Russia nella città meridionale di Kherson.

Allo stesso tempo, il presidente ha detto che l'Ucraina non permetterà alle forze russe di riorganizzarsi dopo il loro ritiro da Kherson e che ci saranno scontri finché l'Ucraina non riprenderà il controllo di tutto il territorio occupato.

Zelensky è intervenuto al vertice del G20 in Indonesia, dove l'invasione russa dell'Ucraina è stata uno dei principali argomenti di discussione tra i leader delle maggiori economie mondiali.

Il giorno prima aveva salutato i civili e stretto la mano ai soldati durante una visita a Kherson, durante la quale aveva detto che l'Ucraina ha raccolto prove che attestano almeno 400 crimini di guerra commessi dalle truppe russe, tra cui esecuzioni e rapimenti.

"Sono convinto che sia giunto il momento della fine della distruttiva guerra russa, che deve e può essere fermata", ha detto in collegamento video al vertice sull'isola di Bali, secondo una copia del suo discorso visionata da Reuters.

Zelensky ha chiesto alla Russia di ritirare tutte le sue forze dall'Ucraina e di riconfermare l'integrità territoriale dell'Ucraina, affermando che Kiev non comprometterà la sua sovranità, il suo territorio o la sua indipendenza. Il Presidente ha inoltre chiesto il rilascio di tutti i prigionieri ucraini.

"Vi prego di scegliere il vostro percorso per la leadership - e insieme attueremo sicuramente una formula di pace", ha detto.

Kiev ha inoltre accolto con favore i commenti della Cina che criticano le minacce di utilizzo di armi nucleari, dopo l'incontro di ieri tra il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il Presidente cinese Xi Jinping.

I due leader hanno "sottolineato la loro opposizione all'uso o alla minaccia di usare armi nucleari in Ucraina", ha detto la Casa Bianca in un resoconto dell'incontro in Indonesia alla vigilia del vertice del G20.

"Le armi nucleari non dovrebbero essere usate e le guerre nucleari non dovrebbero essere combattute...", ha detto Xi a Biden, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi, presente all'incontro.

Il leader russo Vladimir Putin ha ripetutamente suggerito che la Russia potrebbe usare armi nucleari per difendere la propria integrità territoriale, cosa che è stata interpretata in Occidente come una minaccia implicita di usarle sui territori che Mosca sostiene di aver annesso in Ucraina.

Xi e Putin si sono avvicinati negli ultimi anni, legati dalla comune diffidenza verso l'Occidente, e la Cina si è astenuta dal criticare pubblicamente la Russia per l'invasione.

Zelenskiy ha accolto con favore le osservazioni di ieri, esprimendosi in un discorso di ieri: "Tutti capiscono a chi sono rivolte queste parole".

Gli Stati Uniti si aspettano che il G20 condanni la guerra della Russia in Ucraina e il suo impatto sull'economia globale, ha detto un alto funzionario statunitense.

La Russia è un membro del gruppo, quindi è improbabile che si raggiunga un consenso sull'Ucraina, e il funzionario ha rifiutato di dire quale forma assumerà la condanna.

Parlando a Bali, il primo ministro britannico Rishi Sunak ha detto che il governo di Putin sentirà il coro di opposizione globale alle sue azioni.

"Le azioni della Russia mettono a rischio tutti noi", ha detto.

Mosca ha detto che Putin è troppo impegnato per partecipare al vertice.

Il Cremlino sostiene di essere impegnato in una "operazione militare speciale" in Ucraina per liberarla dai nazionalisti e proteggere le comunità russofone. L'Ucraina e l'Occidente descrivono le azioni del Cremlino come una guerra di aggressione ingiustificata.

L'Ucraina ha ripetutamente affermato di essere pronta alla pace, ma di non voler cedere alcun territorio.

"I militari ucraini non accettano colloqui, accordi o decisioni di compromesso", ha scritto il comandante in capo Valery Zaluzhny su Telegram nella tarda serata di ieri, dopo una conversazione telefonica con il presidente dello Stato Maggiore degli Stati Uniti Mark Milley.

(Tradotto da Alice Schillaci, editing Stefano Bernabei)