In Ucraina 10 milioni di persone sono senza elettricità. Crosetto: "Mosca punta a creare esodi di massa"

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AGI - Sono oltre 10 milioni gli ucraini che sono senza elettricità dopo gli attacchi russi delle ultime ore: lo ha denunciato il presidente Volodymyr Zelensky, nel suo consueto discorso notturno. Sono diverse le città ucraine, tra le quali la capitale Kiev, finite nel mirino degli attacchi russi nelle ultime ore.

Le temperature nel Paese continuano a scendere e stanno comportando un aumento dei consumi elettrico. Una situazione che "ha complicato ulteriormente la già difficile situazione del sistema elettrico", ha denunciato l'operatore elettrico nazionale, Ukrenergo.

Kiev: "La guerra può finire prima della liberazione totale"

La guerra con la Russia può finire anche prima della liberazione totale dei territori ucraini occupati. Lo ha dichiarato in conferenza stampa Mykhailo Podolyak, consigliere presidenziale ucraino, citato dall'agenzia Unian.

Podolyak ha così commentato la dichiarazione del capo di stato maggiore congiunto Usa, Mark Milley, secondo il quale ci sono poche probabilità che Kiev riesca a espellere i russi da tutte le aree sotto il loro controllo, Crimea inclusa, nel prossimo futuro.

"Ricorderò semplicemente che il 24 febbraio dissero che la probabilità che l'Ucraina resistesse era dello zero per cento", ha affermato Podolyak, "oggi sono passati nove mesi di questa guerra e l'Ucraina e' in una fase di controffensiva e progressi effettivi nella liberazione del suo territorio".

"È possibile una vittoria militare completa al cento per cento? Forse andrà un po' diversamente. Ad esempio, avanzeremo nelle regioni di Lugansk o Donetsk e una grande città occupata dalla Federazione Russa da otto anni, ad esempio Lugansk, cadrà", ha spiegato il funzionario ucraino, "e dopo inizieranno processi irreversibili nelle elite politiche della Federazione Russa, e nella società della Federazione Russa".

Imagine situation: neighbor invades your country, captures part of it, destroys cities, kills tens of thousands of people. When you start to fight back and liberate territories, occupier asks for "ceasefire" and others support it. Imagined? No need for us to imagine, we have it.

— Михайло Подоляк (@Podolyak_M) November 17, 2022

"In questo modo, la guerra può finire anche prima di liberare tutto con mezzi militari" in quanto "la Russia avrà perso la guerra", ha sottolineato Podolyak. Il consigliere ha chiesto, in questa fase, "aiuti militari più specifici" ora che il conflitto si è trasformato in una "guerra missilistica". "Dobbiamo concentrarci su questo, ad esempio difesa aerea aggiuntiva, difesa antiaerea, sistemi anti-drone aggiuntivi", ha concluso Podolyak, "in questo modo l'Ucraina raggiungerà la conclusione che consideriamo corretta, sottolineata dal presidente Zelensky: la liberazione dell'intero territorio dell'Ucraina".

Mosca: "Niente da discutere con Washington sull'Ucraina"

La Russia "non ha nulla da discutere con gli Usa sull'Ucraina" e se il tema viene menzionato durante i contatti diplomatici è solo a livello di "segnali", in quanto "il dialogo è impossibile a causa delle posizioni opposte". Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov, il quale ha "preso atto del rapporto dell'Aiea che ha affermato di non aver rilevato segni di produzione di una bomba sporca in Ucraina".

Per Crosetto il Cremlino vuole "creare esodi di massa"

L'attacco russo all'Ucraina "ha cambiato strategia: ora si rivolge contro le popolazioni civili e punta a provocare esodi di massa di milioni di persone che devono decidere se morire di freddo o lasciare le loro case. Distruggere le infrastrutture ucraine e mettere al buio le città vuol dire puntare a esportare la guerra in Europa, mandandoci migliaia di profughi per punirci di aver voluto aiutare l'Ucraina".

A dirlo è il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che, sempre in un'intervista a Qn, assicura che il governo "dovrà fare per forza un passaggio in Parlamento". "L'autorizzazione agli invii di armi - ricorda - scade nel 2022 e va prorogata nel 2023. La linea da seguire per un eventuale sesto invio di armi la deciderà il governo, non io da solo".