Ucraina, accordo preliminare Russia-Turchia su grano. Michel: “Mosca responsabile della crisi alimentare”

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Guerra in Ucraina: la Russia e la Turchia hanno raggiunto un accordo preliminare volto a far ripartire le spedizioni di grano dai porti ucraini.

Ucraina, accordo preliminare Russia-Turchia su spedizioni di grano: i dettagli

In merito alla crisi alimentare, la Russia e la Turchia hanno raggiunto un accordo preliminare per far ripartire le spedizioni di prodotti agricoli bloccati in Ucraina. Secondo quanto riferito dall’agenzia Bloomberg, l’accordo dovrebbe riguardare un porto chiave situato sul Mar Nero. Inoltre, è stato riferito che Kiev ha espresso scetticismo rispetto all’intesa proposta: a riferirlo, sarebbero state fonti “a conoscenza” dei negoziati.

Le medesime fonti avrebbero anche osservato che la messa in atto del piano ideato da Ankara e Mosca con il favore delle Nazioni Unite permetterà di eliminare le mine dalle acque costiere posizionate nella regione di Odessa e di garantire che la spedizione delle navi cariche di grano in partenza dal Mar Nero e dirette nel Mar Mediterraneo si svolga in piena sicurezza. Per quanto riguarda lo sminamento delle acque ucraine, la Turchia ha offerto la propria assistenza e si è anche detta pronta a scortare le imbarcazioni con i carichi di grano da esportare.

Ankara, che nella giornata di mercoledì 8 maggio accoglierà il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in visita, ha espresso la speranza che l’approvazione del piano da parte dell’ONU rappresenti una tutela rispetto allo svolgimento in sicurezza delle operazioni. Al contempo, le autorità turche hanno manifestato l’intenzione di creare un centro a Istanbulche si dovrebbe occupare di coordinare e monitorare l’andamento della missione.

Le fonti ucraine, infine, hanno segnalato che Kiev non ha partecipato in modo diretto alle trattative tra Mosca e Ankara.

Pac, Metsola sulla crisi alimentare globale: “Situazione sempre più preoccupante”

La crisi alimentare globale è stata commentata anche dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. In apertura del dibattito organizzato in occasione dei sessant’anni della Politica agricola comune dell’Unione Europea (PAC), Metsola ha dichiarato: “Ci sono gravi turbative nel commercio dei cereali a seguito della guerra in Ucraina. I blocchi dei porti, l’incapacità di trovare vie alternative per il trasporto dei prodotti agricoli dall’Ucraina e verso l’Ucraina. Tutto questo ha determinato una spirale dei prezzi e una forte instabilità con una forte pressione sulle catene di approvvigionamento alimentare. È situazione sempre più preoccupante: se l’Ucraina non riesce a coltivare i suoi campi abbiamo una prospettiva di parecchi anni di carenze alimentari. Ecco perché c’è bisogno di una forte reazione da parte nostra”.

Ucraina e accordo Russia-Turchia su grano, Michel all’ONU: “Mosca unica responsabile della crisi alimentare”

Nella giornata di lunedì 6 giugno, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha tenuto un discorso al Consiglio di sicurezza dell’ONU. In questa circostanza, ha dichiarato: “Alcuni mesi fa, mi trovavo a Borodyanka dove sono state commesse atrocità, crimini contro l’umanità. Questi reati devono essere e saranno puniti. Per fare giustizia, abbiamo bisogno di prove. Ecco perché ora stiamo aiutando a raccogliere le prove di questi crimini. L’impunità non è un’opzione“.

Il presidente del Consiglio Europeo, poi, ha affrontato il tema della crisi alimentare, denunciando: “Il Cremlino sta usando le scorte di cibo come missile invisibile contro i Paesi in via di sviluppo. Le drammatiche conseguenze della guerra russa si stanno diffondendo in tutto il mondo. E ciò sta facendo salire i prezzi dei generi alimentari, spingendo le persone nella povertà e destabilizzando intere regioni. La guerra russa è l’unica responsabile di questa incombente crisi alimentare. Solo la Russia. Nonostante la campagna di bugie e disinformazione del Cremlino, l’ho visto con i miei occhi, qualche settimana fa, a Odessa: milioni di tonnellate di grano e grano bloccati in container e navi a causa delle navi da guerra russe nel Mar Nero e a causa degli attacchi della Russia alle infrastrutture di trasporto. E sono i carri armati, le bombe e le mine della Russia che impediscono all’Ucraina di piantare e raccogliere. Il Cremlino prende di mira anche i depositi di grano e ruba grano dalle aree che ha occupato, scaricando la colpa su altri. Questa è codardia e propaganda. Pura e semplice”.

Michel: “Crisi alimentare non è conseguenza delle sanzioni occidentali contro Mosca”

Michel, poi, ha confutato le tesi del Cremlino secondo le quali il grano bloccato nei porti ucraini sarebbe una conseguenza delle sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia. Ha, infatti, affermato: “L’Ue non ha sanzioni per il settore agricolo in Russia, proprio nessuna. E pure le nostre sanzioni al settore dei trasporti russo non vanno oltre i nostri confini dell’Ue. Non impediscono alle navi battenti bandiera russa di trasportare grano, cibo o fertilizzanti verso i Paesi in via di sviluppo. L’UE, al contrario, sta facendo tutto il possibile per aiutare le esportazioni agricole dell’Ucraina e per sostenere il settore agricolo ucraino per la prossima stagione – e ha aggiunto –. La sicurezza alimentare globale è una priorità assoluta per l’Unione europea, farei tutto il possibile per aiutare a risolvere questa sfida e aiutare i Paesi in via di sviluppo. Per fare ciò, dobbiamo sbloccare il Mar Nero. Quindi sosteniamo pienamente gli sforzi del segretario generale Guterres per trovare soluzioni per riaprire le rotte marittime per le esportazioni ucraine”.

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