**Ucraina: alle 15 capigruppo-Casellati su caso Petrocelli, lui 'non mi dimetto'**

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Roma, 3 mag. (Adnkronos) – Si terrà alle 15 una riunione dei capigruppo con la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, sul caso Petrocelli. Alle 16 poi ci sarà una riunione della giunta per il Regolamento. La questione resta ancora aperta e la soluzione da trovare visto che il diretto interessato non intende lasciare la presidenza della commissione Esteri. "Non mi dimetto – ha ribadito Petrocelli oggi via twitter- perché sento di rappresentare la Costituzione, la volontà degli italiani che non hanno più partiti che la rappresentino in Parlamento. Onorerò gli impegni per la pace e il dialogo internazionale che ho preso con gli elettori nel 2018".

E non solo. Il presidente, nonostante la 'sfiducia' politica dei gruppi, continua ad esercitare il suo ruolo come denuncia Laura Garavini di Iv: "E' grave" che il presidente sfiduciato della commissione Esteri del Senato, Petrocelli, "convochi addirittura incontri con la Russia e la Turchia. Continua ad agire come se fosse un presidente in carica ed è grave che tutto questo accada senza che il M5S si prenda la chiara responsabilità di farlo decadere , al di là delle dichiarazioni e delle parole". Per il Pd "la via maestra resta quella della sostituzione e oggi lo ribadiremo con la presidente Casellati", dicono fonti dem all'Adnkronos.

"Noi -spiegano le stesse fonti- siamo disponibili a ogni soluzione, compresa quella delle dimissioni in massa. Ma tutti sono d'accordo? E anche i tempi sarebbero piuttosto lunghi". Insomma, per i dem la sostituzione sarebbe la soluzione più semplice. I 5 Stelle però con al capogruppo Mariolina Castellone non sono dello stesso avviso e sostengono che il regolamento non preveda la possibilità di sostituzione. Commenta Andrea Marcucci del Pd: "Non si è mai visto un presidente di commissione così legato alla sua poltrona. E dire che Vito Petrocelli viene dal M5S. Oggi la giunta del regolamento, con il concorso di tutti i gruppi parlamentari, indichi la soluzione. La sua permanenza alla commissione Esteri porta discredito internazionale all'Italia".

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