Ucraina, Baglioni: sulla guerra le parole rischiano la retorica

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Roma, 3 giu. (askanews) - A volte le parole possono diventare "retoriche e spegnere la potenza di certe cose": per questo nessun commento sulla guerra lasciando ai versi di Trilussa, ormai centenari, la potenza per riflettere sui conflitti, anche quelli in corso. Ne è convinto Claudio Baglioni, presentando il suo nuovo tour 'Dodici note. Tutti su', per 12 serate alle Terme di Caracalla a Roma e poi per due sere al Teatro Greco di Siracusa e per altrettante all'Arena di Verona.

Nel suo spettacolo-evento ci sono in scaletta alcuni brani che richiamano alle guerre: "Uomini persi", "Buona fortuna" e proprio "Ninna nanna della Guerra", i versi di Trilussa in musica che, in questo momento storico, sono particolarmente evocativi.

"Penso che le parole, specialmente in questo caso di Trilussa, sono forse quelle più semplici. Il fatto che parli di una guerra attraverso una Ninna nanna, quasi un canto di conforto e di protezione verso una bambina o un bambino dicendo anche cose fortissime - racconta il cantautore incontrando i giornalisti alla vigilia del suo debutto alle Terme di Caracalla - come 'le guerre che servono ai ladri delle borse' o come i potenti che si riuniscono e che fanno un discorso in 'coro sulla pace e sul lavoro' al popolo che è 'carne da cannone', dica tutto. Oltre a questo non c'è altro da aggiungere perché tutto il resto diventerebbe retorico e spegnerebbe la potenza di certe cose. La musica si dice che sia immortale, le parole è più difficile che lo siano, però, - prosegue Baglioni - pensando che questa poesia è stata scritta poco più di 100 anni fa in occasione della fine della Prima guerra mondiale, sono di un'attualità quasi feroce".

E proprio Ninna nanna della Guerra, durante le 71 tappe del suo ultimo tour nei teatri, è stato un brano particolarmente gradito dal pubblico che, in molte occasioni, si è alzato dalle poltrone alla fine dell'esecuzione. "Ho sempre pensato che fosse un atto di partecipazione, di responsabilità. Il fatto di alzarsi in piedi e non lasciarsi cadere giù", conclude l'artista romano.

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