Ucraina, Camporini: “Guerra di attrito, rischio che duri mesi”

Image from askanews web site
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Roma, 3 ago. (askanews) - La partenza della prima nave con un carico di grano ucraino dal porto di Odessa ha "un grande significato dal punto di vista pratico", ma difficilmente potrà rappresentare l'anticamera di un accordo più ampio di cessate il fuoco in Ucraina, dove il conflitto voluto da Vladimir Putin sembra essersi al momento cristallizzato in "una guerra di attrito" senza significativi progressi da una parte e dall'altra che potrebbe anche durare "mesi". L'intesa raggiunta a Istanbul con la mediazione di Onu e Turchia, che ha consentito la partenza del primo carico di grano dalla città portuale ucraina, è certamente "l'inizio della soluzione di un problema che riguardava non soltanto l'Ucraina e la Russia, ma tutto il Mediterraneo", ha affermato l'ex capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, in un'intervista ad askanews, che però si dice "pessimista" sulla possibilità di progressi più ampi.

"Dal punto di vista politico significa che quando esistono delle esigenze pressanti, una qualche forma di dialogo è ancora possibile. E speriamo che questo sviluppo possa estendersi ad altri settori. Ma ne sono abbastanza pessimista perché sul terreno le cose ormai sembrano consolidate in una guerra di attrito sui vari fronti che sono ancora attivi", ha confermato il generale. In Donbass, secondo Camporini, i russi non sembrano più in grado di sviluppare quella stessa offensiva che ha avuto successo nel Lugansk, per conquistare anche il Donetsk. "Ci sono movimenti di qualche chilometro in una direzione o nell'altra", ma "è una situazione abbastanza statica", ha ricordato l'attuale consigliere scientifico dell'Istituto Affari Internazionali. "Il che non significa che i combattimenti sono finiti, ma che nessuno dei due ha la capacità di prevalere sull'altro".

Uno dei motivi della "mancanza di energia della spinta russa" è legato al fatto che "con i nuovi sistemi di armamento gli ucraini sono in grado di identificare e colpire con precisione tutte le sorgenti logistiche russe e i convogli di munizioni". Le forze di Kiev, ha argomentato il generale, sono così in grado di creare "un problema logistico gigantesco" alle forze di Mosca. E il rischio è che il conflitto vada avanti ancora per molto. "Se l'attività operativa in prima linea si riduce a difendere le posizioni acquisite, senza spinte né da una parte né dall'altra, la situazione conflittuale può durare mesi", ha confermato Camporini. In questo caso, infatti, "i consumi si ridurrebbero molto" ma "nessuno potrebbe conseguire obiettivi tattici né strategici". "La guerra quindi potrebbe durare mesi, prolungarsi e stabilizzarsi verso quell'esito 'coreano' che qualcuno ha già ipotizzato". "Se invece l'intensità del combattimento aumenterà, allora bisognerà fare i conti con le scorte, il numero di uomini, il munizionamento e altri aspetti della logistica", ha avvertito l'ex capo di Stato Maggiore.

Con una situazione sostanzialmente cristallizzata sul terreno, si arriverebbe al periodo invernale con il conflitto ancora in corso. Ma, secondo Camporini, il grande freddo di quelle regioni "non avrebbe possibilità di incidere significativamente". "Non avremmo la situazione napoleonica o hitleriana del 'Generale Inverno'. Perché allora si ebbe un effetto immediato e determinante sull'afflusso dei rinforzi logistici", ha sottolineato, ricordando che "nel momento in cui non si possono alimentare le forze in prima linea, la guerra è persa". Nel caso della guerra in Ucraina, invece, ad essere coinvolti sono "due Paesi che conoscono entrambi la situazione", "sanno entrambi come comportarsi con le basse temperature". Quindi, ha concluso Camporini, "credo che non cambierà nulla in termini di equilibri", "mentre potrebbe cambiare qualcosa in termini di operatività sul terreno: ma questo varrebbe per entrambe le parti in conflitto". (di Corrado Accaputo)

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