Ucraina, Chernobyl ancora sotto minaccia: l'allarme del sindaco

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Ucraina, Chernobyl ancora sotto minaccia: l'allarme del sindaco (AP Photo/Efrem Lukatsky)
Ucraina, Chernobyl ancora sotto minaccia: l'allarme del sindaco (AP Photo/Efrem Lukatsky)

La guerra in Ucraina è cominciata oltre due mesi fa e la Russia non sembra voler fermare gli attacchi nel Paese che ormai conta decine di migliaia di vittime innocenti e almeno 5 milioni di profughi. Ma oltre alle città devastate dai bombardamenti, preoccupa anche la situazione delle centrali nucleari, in particolare di Chernobyl.

"Non possiamo sapere cosa c'è nella testa dei russi. Non potevamo aspettarci che si impadronissero delle centrali nucleari. La nostra regione sarà sempre in pericolo fino a quando il sistema in Russia non cambierà. La minaccia esiste sempre". Lo ha detto all'Ansa Yurii Fomichev, sindaco di Slavutich, la città satellite di Chernobyl dove vivono i lavoratori della centrale.

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Lo stesso sindaco è stato catturato dai russi il 26 marzo scorso per alcune ore, finché non li ha convinti che "in città non c'erano armi né militari armati". Le forze russe si sono ritirate dalla zona di Slavutich tra il 29 marzo e il 3 aprile. Ma Fomichev teme possano tornare molto presto.

Le parole del sindaco arrivano proprio alla vigilia del 36esimo anniversario dell'incidente alla centrale. Era il 26 aprile 1986, una data che difficilmente il mondo dimenticherà.

Con una guerra proprio in Ucraina, nel mezzo di un caos anche di informazione, la paura che un’altra tragedia (che si somma alle vittime delle bombe) possa avvenire è più che viva.

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