Ucraina chiede più armi mentre Kiev incontra leader europei

Un carro armato guidato dalle truppe ucraine nella regione del Donetsk, in Ucraina

KIEV (Reuters) - L'Ucraina ha detto di avere bisogno con urgenza di più armi per respingere l'offensiva russa nel sud e nell'est del Paese, in un appello rivolto dal governo ucraino all'Occidente con i leader di Germania, Francia e Italia appena arrivati a Kiev.

La Russia ha concentrato la maggior parte della propria potenza di fuoco sulla città orientale di Severodonetsk, mentre Mosca cerca di consolidare il controllo sul territorio intorno alla città strategica di Kherson, occupata dalle forze russe, che consentirebbe di collegare i territori del Donbass, con la penisola di Crimea, occupata dalla Russia nel 2014.

I soldati ucraini stanno combattendo per riprendere terreno nei campi di grano e nei villaggi vuoti lungo un'autostrada deserta tra Mykolaiv e Kherson.

Il maggiore generale Dmytro Marchenko, che guida le forze ucraine a Mykolaiv, sostiene che con le giuste armi le sue truppe potrebbero resistere all'offensiva russa.

"È chiaro che la situazione non finirà presto. Ma se ci verranno fornite tutte le armi necessarie, la controffensiva potrebbe esaurirsi entro la fine dell'estate", ha detto Marchenko all'emittente Radio Free Europe/Radio Liberty, sostenuta dagli Stati Uniti.

Le forze russe sono entrate a Kherson a marzo, nelle prime fasi di quella che Mosca descrive come una "operazione militare speciale" per disarmare e "denazificare" l'Ucraina. Kiev e gli Stati occidentali sostengono che questo non sia altro che un pretesto infondato, che Mosca ha usato per scatenare una guerra che ha portato alla morte di migliaia di persone, oltre a costringere diversi milioni di ucraini a diventare profughi, all'interno del proprio paese o all'estero.

SEVERODONETSK

Dopo il fallimento dell'offensiva di Kiev nel corso di maggio, le truppe russe hanno concentrato i propri sforzi sulla conquista del Donbass, la regione orientale dove dal 2014 l'esercito ucraino combatte i separatisti filorussi, che nelle ultime settimane ha visto un'escalation dei combattimenti intorno alla città di Severodonetsk, in gran parte ormai completamente distrutta.

Sembra che il presidente russo Vladimir Putin miri ad affermare il completo controllo di Mosca sulla regione, che già prima della guerra era in parte sotto il controllo delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

Nella giornata di ieri, le truppe ucraine asserragliate all'interno dell'impianto chimico Azot di Severodonetsk, hanno ignorato l'ultimatum russo che li invitava a deporre le armi. Il sindaco della città, Oleksandr Stryuk, ha detto che le truppe ucraine stanno ancora difendendo la città, malgrado tutti i ponti sul fiume Severskiy Donets siano stati distrutti.

Kiev sostiene che all'interno di Azot abbiano trovato rifugio 500 civili, tra cui 40 bambini, nel tentativo di sfuggire ai bombardamenti russi. Secondo i separatisti alleati di Mosca, potrebbero esserci fino a 1.200 civili all'interno della fabbrica.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Stefano Bernabei)

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