Ucraina, civili evacuati da Mariupol, Pelosi incontra Zelensky

Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, davanti alla bandiera statunitense e la bandiera ucraina in una mostra a Washington sull'invasione russa in Ucraina.

KIEV (Reuters) - Circa 100 civili evacuati dalle macerie dell'acciaieria Azovstal a Mariupol dovrebbero arrivare oggi in una città controllata dall'Ucraina.

Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo una inaspettata visita a Kiev di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

La città strategica di Mariupol, sul Mare d'Azov, ha sopportato un duro e lungo assedio nel corso della guerra con la Russia, giunta ormai al terzo mese. Papa Francesco, in una critica implicita contro Mosca, ha detto ieri a migliaia di persone in Piazza San Pietro che la città è stata "bombardata barbaramente".

"Per la prima volta, abbiamo avuto due giorni di tregua su questo territorio, e siamo riusciti a evacuare più di 100 civili - donne, bambini", ha detto Zelensky in un discorso trasmesso ieri sera. I primi sfollati sono diretti alla città ucraina di Zaporizhzhia.

Iryna Vereshchuk, vice primo ministro ucraino, ha detto che centinaia di civili sono ancora intrappolati nell'acciaieria, un vasto complesso d'epoca sovietica con una rete di bunker e tunnel.

"La situazione è diventata segno di una vera catastrofe umanitaria, perché i civili sono a corto di acqua, cibo e medicine", ha scritto ieri sera Vereshchuk su Telegram.

Filmati ripresi dall'interno dell'acciaieria mostrano membri del reggimento Azov soccorrere i civili attraverso le macerie, per poi salire su un autobus.

Una donna anziana, accompagnata da bambini piccoli, ha raccontato che i sopravvissuti stanno esaurendo rapidamente le scorte alimentari.

"I bambini erano sempre affamati. Gli adulti, beh, possono aspettare", ha detto.

Oltre 50 civili sono arrivati ieri in un centro d'accoglienza temporaneo nel territorio controllato dalla Russia dopo essere fuggiti da Mariupol, secondo un fotografo Reuters.

Un piano per evacuare i civili dalle aree devastate della città - al di fuori della zona dell'acciaieria - è stato rimandato a stamattina, ha detto il consiglio comunale di Mariupol.

FINO ALLA VITTORIA

L'esercito russo ha rivolto la propria attenzione al Sud e all'Est dell'Ucraina, non avendo conquistato Kiev nelle prime settimane di una guerra che ha spianato intere città, ucciso migliaia di civili e costretto più di 5 milioni a fuggire dal paese.

Le forze del Cremlino stanno cercando di conquistare la città di Rubizhne e preparano un assalto a Sievierodonetsk, nell'Est dell'Ucraina, ha detto lo stato maggiore. Più a Est, Valentyn Reznichenko, governatore di Dnipro, ha detto che un missile russo ha colpito un silo di grano, senza creare vittime.

Serhiy Gaidai, governatore della regione di Lugansk, ha detto che tre persone sono state uccise dai bombardamenti nelle ultime 24 ore.

Due esplosioni hanno avuto luogo nelle prime ore di oggi a Belgorod, la regione meridionale russa al confine con l'Ucraina, ha scritto in post sui social media il governatore Vyacheslav Gladkov. La causa delle esplosioni non è stata immediatamente chiara e Gladkov ha detto che non ci sono state vittime o danni.

Con i combattimenti che si estendono lungo un ampio fronte nel Sud e nell'Est dell'Ucraina, la speaker della Camera dei Rappresentanti Usa Nancy Pelosi ha promesso il continuo sostegno degli Stati Uniti per l'Ucraina "fino alla vittoria", dopo aver incontrato Zelensky a Kiev in una visita non annunciata.

In un video postato ieri su Twitter da Zelensky, il presidente è apparso affiancato da una scorta armata e vestito in divisa militare, mentre salutava una delegazione del Congresso degli Stati Uniti guidata da Pelosi fuori dal suo ufficio presidenziale.

"Siamo schierati con l'Ucraina fino a quando la vittoria non sarà conquistata. E siamo schierati insieme ai nostri alleati della Nato per sostenere l'Ucraina", ha detto ieri Pelosi durante una conferenza stampa in Polonia.

Pelosi è il più alto funzionario statunitense recatosi in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa il 24 febbraio.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)

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