Ucraina, ex comandante del gruppo "Wagner" chiede asilo in Norvegia

Era un combattente, ed ex capo, del gruppo Wagner Andrey Medvedev, l’uomo che ha chiesto asilo politico in Norvegia dopo aver lasciato l’agenzia di mercenari affiliata al governo russo che partecipa anche alla guerra in Ucraina. La conferma arriva dal fondatore dell’organizzazione Yevgeny Prigozhin.

Per arrivare in Norvegia Medvedev è stato aiutato dall’organizzazione per i diritti umani russa Gulagu. Uno degli avvocati coinvolti nel caso, Brynjulf Risnes, ha fatto sapere che il governo di Oslo non concede asilo ai criminali di guerra. “E’ chiaro che si tratta di una valutazione molto importante ogni dettaglio dovrà essere analizzate con molta attenzione”.

Lo scorso luglio si era unito ai mercenari con un contratto di quattro mesi. Dopo aver assistito proprio ai crimini di guerra in Ucraina Medvedev ha deciso di lasciare il gruppo Wagner. Poi lo scorso venerdì ha attraversato il confine tra Russia e Norvegia ed è stato arrestato dalle autorità locali con l’accusa di essere entrato illegalmente nel paese.

La fuga in Norvegia

Al confine avrebbe scavalcato due recinzioni e, inseguito dai cani poliziotto e bersagliato dagli spari delle guardie di frontiera russe, ha attraversato di corsa il ghiaccio del lago. Medvedev ha raggiunto una delle città norvegesi di confine, ha bussato alla prima casa che ha incontrato, chiedendo ai residenti di chiamare la polizia.

Ora è detenuto nella capitale norvegese. Secondo quanto riportato dal fondatore del fondo per i diritti umani "Gulagu.net", Vladimir Osechkin, la procedura di asilo è già stata avviata. In Norvegia, Medvedev intende testimoniare contro il capo della Wagner PMC Yevgeny Prigozhin.

Medvedev ha partecipato alle battaglie nei pressi di Bakhmut ed era il comandante dell'ex prigioniero Yevgeny Nuzhin, che i wagneriani avrebbero ucciso a martellate dopo il suo ritorno dalla prigionia ucraina. Questo è il primo caso conosciuto di un membro che lascia il gruppo Wagner per chiedere asilo in Occidente.