Ucraina, Fazolo che finì in lista 'putiniani': "ritirata non ha peso su conflitto"

(Adnkronos) - "Nell'ottica complessiva del conflitto non ha alcun peso" l'avanzata ucraina a Kharkiv, regione dell'Ucraina meridionale teatro da giorni di una controffensiva delle forze di Kiev. Lo afferma all'Adnkronos Alberto Fazolo, giornalista il cui nome a giugno era comparso in un articolo del Corriere della Sera sui 'putiniani' in Italia, riconoscendo come quella russa sia stata una vera e propria "ritirata", che ha ricacciato indietro le forze di Mosca di decine di chilometri, lasciando sguarnite numerose località che, tuttavia, "non hanno grande valore strategico".

"E' invece dilaniante l'aspetto politico di questa vicenda", sottolinea Fazolo, evidenziando "l'insicurezza" a cui stanno andando incontro tutti gli abitanti filo-russi delle zone liberate. "Sono in corso rappresaglie pesantissime e arresti indiscriminati da parte ucraina", spiega il giornalista, secondo cui anche per l'Ucraina non è facile mantenere il controllo di questi territori. "Kiev ha messo sul campo 50mila uomini per l'offensiva a Kharkiv, ne sono morti già 5mila e continuano a perderne mille al giorno", sostiene Fazolo.

Secondo il giornalista, un aspetto dell'offensiva a Kharkiv è che può cambiare la conduzione complessiva della guerra, "che è in parte anomala perché la Russia non sta usando né l'artiglieria né l'aviazione per evitare vittime tra i civili ed infatti è il primo conflitto in cui il numero dei soldati morti è più alto di quello dei civili".

La risposta all'offensiva da parte di Mosca, con una serie di raid aerei contro le infrastrutture elettriche del Paese - osserva Fazolo - è stato un monito per far capire a Kiev che d'ora in avanti può cambiare il modo della Russia di condurre questa guerra. "Un cambio di marcia che è richiesto anche dall'opinione pubblica russa", ma questo "sentimento diffuso di mal contento che cresce nel Paese non penso possa mettere a repentaglio l'establishment russo", puntualizza il giornalista, secondo cui "in Russia c'è la cultura di far quadrato di fronte alle difficoltà e di rinviare a un secondo momento l'analisi dei problemi".

Intanto il presidente Putin si prepara al suo primo faccia a faccia con il leader cinese, Xi Jinping, dall'inizio della guerra, a margine del vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) in Uzbekistan. "La Cina in realtà sta già facendo tantissimo, scongiurando che il conflitto si allarghi a una vera e propria guerra mondiale. E' solo grazie ai nervi saldi di Pechino che non è scoppiata una guerra a Taiwan - conclude Fazolo - Non va sottovalutato che la Cina e la Russia hanno definito un nuovo polo strategico mondiale, forse superiore a quello occidentale".