Ucraina, generale Tricarico: "Con 'porte chiuse' a Putin crescono timori per opzione nucleare"

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(Adnkronos) - “Da una mera ipotesi astratta, concettuale, col passare dei giorni del conflitto in Ucraina l’opzione nucleare viene evocata purtroppo con maggiore concretezza e il timore è che man mano si stringe il ‘cappio’ attorno al collo di Putin la possibilità di fare ricorso alle armi nucleari diventi sempre più una prospettiva non ‘utopica’”. Lo afferma all'Adnkronos il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare.

“Lo stesso Medvedev ha evocato l’arma nucleare dopo che Finlandia e Svezia hanno detto di voler entrare nella Nato” aggiunge. A mettere la Russia all’angolo facendola arrivare a valutare il ricorso alle proprie testate, nucleari, anche ‘tattiche’, ci sono una serie di fattori che stanno isolando sempre più Mosca. “Le crescenti difficoltà sul campo contro la resistenza ucraina, le sanzioni dell’Occidente, l’isolamento internazionale, le offese personali e le invettive contro Putin e appunto il possibile allargamento della Nato” spiega Tricarico.

“Per Putin sembra ormai che non ci siano ‘porte aperte’, nessuno invoca più un negoziato, una tregua. Per uscire da questa preoccupante impasse serve qualcuno che sparigli una situazione che rischia di incancrenirsi e che potrebbe portare a scenari più preoccupanti – sottolinea il generale Tricarico – E’ una guerra insensata, forse scatenata da ‘esplosioni caratteriali’. La carte vincenti possono giocarle innanzitutto gli Stati Uniti e quindi dobbiamo augurarci una rivalutazione da parte degli Usa dell’intera situazione che porti a un nuovo corso degli eventi. Anche l’Europa, però – conclude – è ora che inizi a pensare e a difendere i propri interessi”.

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