Ucraina: a Kherson casi documentati violenze sessuali commesse truppe russe

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Kiev, 3 nov. (Adnkronos) – Nei villaggi della regione di Kherson appena liberati, un ufficiale di polizia e un pubblico ministero vanno di porta in porta alla ricerca di prove dei crimini sessuali perpetrati dall'esercito russo ai danni della popolazione civile. Le indagini degli ispettori di Kiev sono state documentate dalla Cnn, che ha seguito nel loro lavoro i due uomini nella ricerca di chi è rimasto nelle case danneggiate dai colpi d'artiglieria: donne disposte a testimoniare sulle violenze che sono state costrette a subire.

In due settimane di lavoro nella regione di Kherson, il team di Kiev ha documentato sei accuse di aggressione sessuale, ma il numero reale è quasi certamente molto più alto. Fino all'inizio di ottobre, questa zona del paese è stata occupata dalle truppe russe. Le auto bruciate ricoprono ancora i campi. La lettera 'Z' – il simbolo usato dalle forze russe – segna le pareti ancora in piedi degli edifici. Qui la Russia ha usato la violenza sessuale come "arma di guerra" – una deliberata "strategia militare" – nella sua conquista dell'Ucraina, come hanno affermato le Nazioni Unite, anche accusando i soldati russi di portare con sé il Viagra. Accuse che le autorità russe hanno negato.

Tatiana, 56 anni, dice di essere una delle vittime. La Cnn non rivela il suo cognome e quello del suo villaggio per proteggere la sua identità. Camminando su vetri rotti, mostra agli inviati dell'emittente americana la casa di suo fratello, dove afferma che un soldato russo il 26 agosto l'ha violentata. "Piangevo, pregandolo di smetterla, ma senza successo", dice. "L'unico pensiero che avevo era di rimanere in vita". Dopo tre giorni trascorsi in casa, stordita, vergognandosi tanto da non poter uscire, la donna ha raccontato di aver trovato il coraggio di affrontare il comandante del soldato russo che l'aveva violentata.

"Il suo comandante ha trovato il capo della sua unità – afferma la donna – È venuto a trovarmi e mi ha detto: 'L'ho punito severamente, gli ho rotto la mascella, ma lo attende una punizione più severa: sarà fucilato'. Il comandante mi ha chiesto: 'Ti dispiace questo?' Ho detto: 'Non mi dispiace, vorrei che tutti venissero uccisi'".

La controffensiva ucraina in questa parte del paese ha alimentato le speranze che la vittoria possa essere effettivamente possibile – o almeno che Kiev possa liberare città chiave sotto il controllo russo, come Kherson. Dalla fine dell'estate, le forze ucraine hanno riconquistato centinaia di chilometri quadrati di territorio che la Russia aveva conquistato sin dai primi giorni della sua invasione.