Ucraina, Kiev: “Mosca può continuare la guerra per un altro anno”. Francia: “Pronta a sminare il porto di Odessa”

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Ucraina: Kiev ha riferito che Mosca può continuare la guerra per almeno un altro anno. L’Eliseo, invece, ha asserito che la Francia è pronta a sminare il porto di Odessa.

Ucraina, Kiev: “Mosca può continuare la guerra per un altro anno”

In relazione alla guerra in Ucraina, l’intelligence militare di Kiev ha affermato che la Russia sarà in grado di portare avanti l’operazione militare speciale per almeno un altro anno seguendo i ritmi attuali.

I servizi segreti ucraini, infatti, hanno diffuso su Instagram il seguente messaggio: “I vertici del Cremlino probabilmente cercheranno di congelare la guerra per un po’ per convincere l’Occidente a revocare le sanzioni, ma poi continuerà l’aggressione. Le risorse economiche della Russia consentiranno a Mosca di continuare la guerra al ritmo attuale per un altro anno“.

Severodonetsk, militari rifugiati nell’impianto chimico Azot

Nel Donbass, intanto, i militari che guidano la resistenza ucraina a Severodonetsk si sono rifugiati nell’impianto chimico Azot della città e “non sono più in grado di lasciare la struttura”. La notizia è stata comunicata dall’ambasciatore in Russia dell’autoproclamata Repubblica popolare del Lugansk, Rodio Miroshnik.

L’ambasciatore, inoltre, ha affermato: “Tutte le vie di fuga sono state chiuse per loro. Alcuni di loro hanno provato a contattare le truppe alleate e porre alcune condizioni. È stato risposto loro che nessuna condizione verrà accettata. Semplicemente gettino le armi e si consegnino”.

Miroshnik, poi, ha anche confermato la presenza di numerosi civili all’interno dei bunker che si trovano presso l’impianto chimico Azot di Severodonetsk ma non ne è stato specificato il numero reale. Ha, però, riferito che “alcuni di loro sono riusciti a contattare parenti per confermare loro che sono vivi e che stanno continuando a nascondersi nei rifugi”.

Ucraina, Kiev: “Lugansk invia grano a Mosca, saccheggio illegale”

Nell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk, il leader separatista Leonid Pasechnik ha affermato che i separatisti filorussi hanno cominciato a inviare cereali dall’Ucraina alla Russia. Il primo carico inviato è stato di circa 650 tonnellate di cereali che sono stati spostati dalla città di Staroblink, nel nord di Lugansk, verso i territori sotto il dominio di Mosca. La notizia è stata citata da alcune agenzie di stampa russe.

Dopo aver appreso dell’accaduto, l’Ucraina ha denunciato il furto di grano da parte della Federazione Russa e ha descritto l’episodio come un “saccheggio illegale” delle risorse del Paese.

Nel frattempo, il consigliere del capo dell’amministrazione filorussa di Staroblisk, Pavel Kharlamov, ha spiegato alla Tass che il grano inviato in Russia è stato spedito mediante un treno e ha rivelato che, entro i prossimi due mesi, verranno consegnate a Mosca circa 200.000 tonnellate di grano previo pagamento agli agricoltori della Repubblica popolare di Lugansk.

Francia: “Pronta a sminare il porto di Odessa”

Nel pomeriggio di venerdì 10 giugno, la Francia ha affermato di essere pronta ad aiutare Kiev a sminare le acque per consentire l’accesso sicuro ai porti ucraini.

Nello specifico, uno dei consiglieri del presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: “La Francia è pronta a partecipare ad una operazione che consenta di accedere al porto di Odessa in piena sicurezza, ovvero che consenta alle navi di passare nel mare attualmente minato”.

UE, 2,5 milioni di rifugiati in ucraina tornati in patria: “Sono rimasti circa 4 milioni”

In merito alla guerra in Ucraina, si è recentemente espressa la commissaria agli Affari Interni dell’unione europea, Ylva Johansson. La commissaria, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Affari interni a Lussemburgo, infatti, ha affrontato il tema dei rifugiati ucraini, affermando: “Abbiamo assistito all’arrivo di 6,5 milioni di rifugiati dall’Ucraina nell’Ue. Di questi, 2,5 milioni che sono rientrati in Ucraina e ne sono rimasti circa 4 milioni. Non abbiamo mai visto così tanti rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale, 3,2 milioni hanno chiesto la protezione temporanea – e ha aggiunto –. In meno di due mesi abbiamo creato una piattaforma di registrazione e abbiamo attuato il piano in 10 punti”.

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