Ucraina, Kiev: Russia lancia missili su Zaporizhzhia

(Adnkronos) - Le forze armate russe hanno lanciato missili su Zaporizhzhia danneggiando pesantemente diverse infrastrutture. Lo denuncia il governatore di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh, spiegando che le forze russe hanno lanciato una dozzina di missili S-300 prendendo di mira la città nel sud dell'Ucraina e due villaggi vicino. Tra le strutture danneggiate anche un centro di riabilitazione per bambini con esigenze speciali, ha detto Starukh aggiungendo che una persona è stata ferita ed è ricoverata in ospedale.

I militari russi continuano la mobilitazione forzata nei territori occupati in Ucraina, andando casa per casa a cercare uomini in età da servizio militare da mandare a combattere, secondo quanto scrive il Kyiv Independent facendo riferimento a un aggiornamento del comando operativo meridionale dell'Ucraina.

Le Forze Armate di Kiev affermano di aver ripreso il controllo della località di Torske, nella regione di Donetsk, nell'ambito della controffensiva nella zona. Secondo il portavoce del Gruppo orientale delle Forze Armate ucraine, Serhiy Cherevatyi, unità dell'Esercito di Kiev "hanno preso Torske", a circa 15 chilometri a est di Lyman. Le sue dichiarazioni sono state riportate dall'agenzia Unian.

Intanto circa la metà dei russi mobilitati nella regione di Khabarovsk sono stati rimandati a casa in quanto non soddisfacevano i requisiti richiesti per combattere in Ucraina, spiega il governatore della regione russa di Khabarovsk, Mikhail Degtyarev. Su Telegram afferma che "in 10 giorni diverse migliaia di nostri connazionali sono stati chiamati e sono arrivati negli uffici di registrazione per l'arruolamento militare". Ma "circa la metà di loro siamo tornati a casa perché non soddisfacevano i criteri di selezione per entrare nel servizio militare".

Degtyarev annuncia anche la rimozione commissario militare della regione russa di Khabarovsk, Yuri Laiko, come conseguenza della mobilitazione mal riuscita. Ma questo, aggiunge, non influirà sui piani annunciati dal presidente russo Vladimir Putin lo scorso 21 settembre.