Ucraina, la Russia si ritira da Kherson, ma Kiev non si fida

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Milano, 9 nov. (askanews) – La Russia se ne va da Kherson. Si tratta di un bluff o di una delle ritirate più significative per Mosca e un potenziale punto di svolta dopo quasi nove mesi di guerra in Ucraina?

“Cominciate a ritirare le truppe e prendete tutte le misure per garantire il trasferimento sicuro di personale, armi e attrezzature attraverso il fiume Dnepr”, ha ordinato il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu dopo una proposta in tal senso del comandante delle operazioni russe in Ucraina, il generale Sergei Surovikin, che ha riconosciuto che è stata una decisione “per niente facile” da prendere. Ma necessaria.

“Si suggerisce di stabilire la difesa sulla riva sinistra del fiume Dnipro. Capisco che sia una decisione molto difficile, ma allo stesso tempo (e soprattutto) salveremo la vita dei nostri militari, così come la capacità di combattimento generale di questo gruppo di forze”, ha dichiarato Surovikin.

La ritirata è stata tuttavia salutata da Kiev come una messinscena dei russi. Il consigliere del presidente dell’Ucraina Mikhailo Podolyak ha scritto su Twitter che è troppo presto per parlare del ritiro delle truppe russe da Kherson.

Kherson è una città strategicamente importante nello svolgimento della guerra in Ucraina. La notizia ha seguito settimane di progressi di Kiev verso la città e una corsa della Russia per trasferire più di 100.000 dei suoi residenti. Kherson è stata occupata da Mosca subito dopo che le forze russe hanno invaso l’Ucraina a febbraio.

Diversi importanti analisti militari occidentali ritengono che l’annuncio russo sia autentico, motivato dal desiderio della Russia di salvare alcune delle sue migliori truppe e attrezzature e di evitare che si ripeta la sua caotica ritirata dalla regione di Kharkiv a settembre.