Ucraina, Lavrov ad Ankara per incontrare Cavusoglu. Kiev: “600 civili torturati a Kherson”

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Ucraina: il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha raggiunto Ankara per incontrare il suo omologo turco. Intanto, Kiev ha denunciato la presenza di oltre 600 civili torturati nelle cantine e nei seminterrati di Kherson.

Ucraina, Lavrov ad Ankara per incontrare Cavusoglu: il punto sulla crisi alimentare

Nella giornata di martedì 7 giugno, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov è arrivato ad Ankara. Presso la capitale della Turchia, Lavrov incontrerà la sua controparte turca Mevlut Cavusoglu in data mercoledì 8 giugno. Il ministro degli Esteri russo è reduce dal recente annullamento della visita programmata a Belgrado nel momento in cui Bulgaria, Montenegro e Macedonia hanno negato al politico di Mosca l’accesso al loro spazio aereo.

Ad Ankara, intanto, nel colloquio di mercoledì 8, Lavrov e Cavusoglu si confronteranno rispetto alla situazione attualmente presente in Ucraina, Siria, Libia, Nagorno Karabakh e, ancora, nei Balcani. Inoltre, verrà affrontato il tema della cooperazione economica e commerciale rispetto alle sanzioni imposte a Mosca dall’Occidente.

Nei due giorni di permanenza in Turchia, inoltre, secondo quanto comunicato da Ankara attraverso una breve nota ufficiale diffusa nella mattinata di martedì 7, l’incontro si incentrerà sulla discussione di “questioni regionali e bilaterali”.

La scorsa settimana, nell’annunciare la visita di Lavrov e di una delegazione militare ucraina, il ministro degli Esteri turco Cavusoglu aveva asserito che l’incontro è stato organizzato per promuovere “colloqui sulla questione dell’apertura di un corridoio sicuro che includa anche il trasporto di grano nel Mar Nero“.

Lavrov: “Priorità assoluta è liberare il Donbass in Ucraina”

In attesa dell’incontro con il suo omologo turco, il ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’operazione militare russa in Ucraina e sull’avanzata delle truppe inviate dal Cremlino nel Donbass.

A questo proposito, infatti, ha dichiarato: “La priorità assoluta è liberare le regioni di Donetsk e Lugansk”.

Ribadendo che Severodonetsk è assediata mentre Lyman è caduta, il ministro russo ha ribadito che Mosca ha consolidato l’occupazione di Kherson.

Intanto, il capo dell’Amministrazione militare di Kiev ha segnalato il mancato avvistamento di truppe russe pronte ad attaccare la capitale ucraina ma ha ribadito che il pericolo di un’offensiva persiste.

Mosca, crisi alimentare: organizzati corridoi umanitari

Per quanto riguarda la crisi alimentare, il Ministero della Difesa russo ha riferito tramite una nota ufficiale di aver reso possibile la creazione di due corridoi umanitari nel Mar Nero e nel Mare di Azov al fine di rendere possibile la partenza sicura delle navi dai porti ucraini.

Nella nota diffusa dal dicastero, infatti, è possibile leggere quanto segue: “La Federazione russa sta prendendo tutte le misure per assicurare la sicurezza della navigazione civile nelle acque del Mar Nero e del Mare di Azov. Le mine ucraine alla deriva lungo la costa degli stati del Mar Nero rappresentano tuttavia ancora un pericolo per la navigazione“.

Al contempo, il ministro della Difesa di Ancara, Hulusi Akar, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo russo Sergej Shoygu nel pomeriggio di martedì 7 giugno. I due ministri hanno affrontato il discorso relativo all’allestimento di un corridoio per procedere alle spedizioni di grano attualmente bloccato presso i proti dell’Ucraina, ricorrendo agli stretti del Bosforo e dei Dardanelli che si trovano sotto il controllo di Ankara.

Ucraina, Kiev: “600 civili torturati in cantine e seminterrati di Kherson”

In Ucraina, il rappresentante permanente della presidenza ucraina in Crimea, Tamila Tacheva, ha denunciato le torture attuate ai danni dei civili dai russi a Kherson.

A questo proposito, Tacheva ha dichiarato: “In base alle nostre informazioni, circa 600 persone vengono trattenute in cantine nella regione di Kherson. Circa 300 persone sono nei seminterrati nella città di Kherson e le altre in diversi insediamenti della regione. Sono tenute in condizioni disumane e sono vittime di torture“.

Il rappresentante permanente della presidenza ucraina in Crimea, poi, ha anche spiegato che, per la maggior parte, si tratta di “giornalisti e militanti che hanno organizzato manifestazioni pro-Ucraina a Kherson e nella regione dopo che le truppe russe hanno occupato il territorio”.

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