Ucraina, le prime immagini dei militari di Azovstal in territorio filo-russo

I militari che difendevano Azovstal sono ora controllati a vista da uomini armati, ma curati e nutriti. Sarebbe questo il trattamento riservato ai militari ucraini trasportati in territorio filo-russo dopo la resa dell'acciaieria, secondo delle immagini girate e rese pubbliche da Mosca.

Per ridurre al massimo i rischi di rappresaglia sui soldati che difendevano l'acciaieria di Mariupol, la Croce Rossa internazionale sta registrando tutti gli ucraini che escono dai tunnel di Azovstal, per dichiararli come prigionieri di guerra. Questo status costringe la Russia a rispettare la Convenzione di Ginevra e semplifica la protezione dei diritti umanitari in tempo di guerra per le organizzazioni internazionali.

"La Convenzione di Ginevra esiste per proteggere la nostra umanità", ha scritto la Croce Rossa Internazionale su Twitter. "I prigionieri di guerra sono tra i soggetti più vulnerabili, devono dunque ottenere protezioni specifiche".

Secondo le cifre comunicate da Mosca, sarebbero 1700 i soldati evacuati dal complesso industriale. All'interno dei tunnel sotterranei di epoca sovietica, assediati da settimane, si troverebbero ancora alcune centinaia di uomini del battaglione Azov. "Oggi è l'85esimo giorno di guerra. Io e il mio comando siamo sul territorio dello stabilimento Azovstal", ha dichiarato tramite un videomessaggio Sviatoslav Palamar, vicecomandante e portavoce del battaglione Azov, dato per arreso nei giorni scorsi dai media russi.

Mosca punta alle infrastrutture civili

Dopo la resa dell'ultima sacca di resistenza ucraina nella città, Mariupol è adesso completamente in mani russe. Le truppe di Mosca ora continuano l'offensiva nell'est, dove possono concentrare un'importante quantità di forze armate per combattere metro dopo metro.

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Kharkiv: la centrale che forniva acqua calda a un ospedale, distrutta da un missile russo. - Bernat Armangue/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

I bombardamenti russi mirano anche a strutture civili, per indebolire la capacità di resistenza della popolazione. Nelle ultime ore sono stati colpiti un deposito di grano, situato circa 50 km a sud-est di Zaporizhia, e un impianto che forniva acqua calda a un ospedale di Kharkiv.

Ritorno parziale alla normalità

Nonostante gli attacchi russi, a Kharkiv torna una parvenza di normalità. La metropolitana, che era diventata in queste ultime settimane un rifugio anti-bomba per gli abitanti della città, tornerà a funzionare a partire dalla settimana prossima.

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Le stazioni della metropolitana di Kharkiv erano utilizzate dagli abitanti come rifugio anti-bomba. - Bernat Armangue/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved
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