Ucraina, l'esperto Razzante: ''Dall'Isis marketing del terrore ma minaccia è concreta''

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(Adnkronos) - Il messaggio audio, diffuso su Telegram del nuovo portavoce dell'Isis, Abu Omar al-Muhajir, rientra nel ''marketing del terrore'' quindi ''sfrutta la guerra per trarne un effetto pubblicitario'' , ma è comunque ''una minaccia concreta che può anche portare a un attentato indiretto, quello di qualche radicalizzato che raccoglie l'invito''. Così all'Adnkronos il prof. Ranieri Razzante, Consigliere per la Cybersecurity del sottosegretario alla Difesa ed esperto di terrorismo, sull'appello lanciato dall'Isis a sfruttare il conflitto russo-ucraino per attaccare Europa.

''L'Isis ha sfruttato tutte le situazioni possibili di conflitto e di destabilizzazione per inserirsi - spiega Razzante - Questo lo fanno i terroristi normalmente, ma quelli dell'Isis sono specializzati in quello che definisco marketing del terrore, che funziona così: anche se non farai mai niente crei l'aspettativa per trarne un effetto pubblicitario e di amplificazione del consenso intorno a te. Come a dire 'guardate che noi siamo qua, pensavate di averci sconfitto ma non è così'. Non sapremo mai chi c'è dietro queste dichiarazioni, però è evidente che è una pubblicità indiretta per lo Stato islamico, che stava perdendo terreno perché non ne parlavamo più da tempo. Ritornare sulla scena fa già ottenere un risultato. Mi aspettavo una cosa del genere da un momento all'altro''.

E su quanto sia concreta la minaccia Razzante aggiunge: ''E' assolutamente concreta e credo che l'attenzione verrà portata al livello massimo: una guerra, per lo più insulsa come questa, spiana la strada e fa un favore enorme ai terroristi, perché distoglie l'attenzione investigativa e dell'intelligence dalla prevenzione di eventuali attacchi. E' una minaccia credibile perché l'Isis ce l'ha con quelli che chiama i 'crociati' e quindi con gli Stati della Nato e del blocco occidentale. Prendere lo spunto per poter attaccare nuovamente gli Stati del blocco occidentale è un'occasione ghiotta. Non mi piace fare terrorismo psicologico, ma non mi pare che si tratti di una fake news. L'attentato può essere indiretto - ripete il professor Razzante, che dirige il Centro Ricerca su Sicurezza e terrorismo - quello del radicalizzato che si lascia affascinare, raccoglie l'invito e si fa saltare con un cinturone o usa armi bianche, un meccanismo che abbiamo visto tante volte e che non abbiamo bisogno che si ripeta''.

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