Ucraina, Luttwak: "Draghi su posizioni serie, con Biden incontro tra amici"

(Adnkronos) - Quello che andrà in scena tra poche ore alla Casa Bianca sarà "un incontro tra amici a livello istituzionale che hanno già fatto molto, ma devono purtroppo fare ancora di più" per l'Ucraina. Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos il politologo americano Edward Luttwak, sempre molto attento alle vicende politiche italiane, in vista del faccia a faccia tra Joe Biden e Mario Draghi.

E anche se per Draghi "gli amici veri" sono i suoi colleghi della Federal Reserve, con i quali - quando guidava la Bce a Francoforte - "parlava tre volte al giorno", il governo americano riconosce che il presidente del Consiglio è "su posizioni serie" e "appoggia le forze positive" relativamente alle forniture di armi a Kiev, prosegue Luttwak, sottolineando che "gli italiani non possono isolarsi da questa guerra".

"Nel panorama italiano ci sono leader come il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che hanno studiato il dossier in tutti i suoi dettagli, ma ci sono anche i pro-Putin ed anche chi rifiuta di accettare la realtà della guerra e dice cretinate come di voler sostenere l'Ucraina ma senza mandare armi: cosa vogliono mandare le cartoline?", argomenta il politologo, secondo cui "Draghi, anche se non è un esperto di faccende militari, converge su posizioni serie".

"Draghi è su posizioni occidentali, non americane, fin dall'inizio della guerra. Ha detto che l'Italia è contro l'invasione dell'Ucraina, non ha detto 'siamo neutrali o pro-Putin o indecisi' e infatti subito dopo è arrivata la decisione di mandare le armi", prosegue il professore, evidenziando come la posizione del presidente del Consiglio sia "comune a quella degli altri Paesi europei, ad eccezione dell'Ungheria: la differenza sostanziale non c'è, i Paesi fanno tutti la stessa cosa, un Paese viene aggredito e reagiscono in sua difesa. E anche la Germania, dove c'erano incertezze perché l'Spd resta il partito di Schroeder, adesso si è allineata".

Luttwak, secondo cui in Ucraina ora c'è una "guerra d'attrito" fatta di "distruzione reciproca" e pochissimi movimenti sul terreno, evidenzia la necessità di un'azione a livello europeo "altrimenti questo conflitto semplicemente continuerà". La cosa più urgente, evidenzia, è mandare a Kiev "veicoli blindati, non solo carri armati, e artiglieria semovente", ma gli Usa, che "stanno mandando molti soldi all'Ucraina, vorrebbero solidarietà europea, quindi anche soldi europei". L'obiettivo, sostiene il politologo, è far avanzare gli ucraini perché "solo allora i russi avranno un incentivo ad avere un cessate il fuoco. Al momento non ce l'hanno e questo è gravissimo".

Secondo Luttwak, "volere una soluzione diplomatica non vuol dire fare diplomazia e non si può fare diplomazia se i russi non hanno un incentivo" a negoziare. Intanto le ripercussioni del conflitto iniziano a varcare i confini europei. "Il blocco all'export del grano dall'Ucraina comincia a impattare nei Paesi vicini all'Italia come l'Egitto - spiega - Quando il prezzo del pane sale c'è instabilità politica e quando c'è instabilità politica arrivano i profughi in Italia".

Sulla questione energetica, negli Stati Uniti "tutti capiscono" che in Europa non possono interrompere le forniture di petrolio dalla Russia "da un giorno all'altro, quello che vogliono è uno sforzo e non rimanere passivi", aggiunge Luttwak, sottolineando la mancanza di competitività nel mercato europeo a causa della carenza di rigassificatori.

"L'Italia avrebbe potuto fare 20 rigassificatori", sostiene il politologo, secondo cui "le aziende italiane che stanno cercando di importare gas sicuramente hanno trovato completa disponibilità dalle aziende americane che lo esportano e che stanno aumentando le capacità alla massima velocità possibile".

"Quando qualcuno voleva fare un rigassificatore trovava diecimila ostacoli: misteriosamente anche nei posti più remoti spuntavano gruppi di ecologisti - conclude - L'Europa avrebbe potuto emanciparsi e pagare meno, creando un mercato competitivo, ma non l'ha fatto e anche le autorità italiane non hanno agito".

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