Ucraina, manifestazione a Milano: "Liberate combattenti Azov, non sono neonazisti"

(Adnkronos) - "I nostri militari hanno bisogno di essere evacuati adesso". Lo ripetono le donne ucraine scese in piazza Duomo a Milano, per "sfatare le bugie sul battaglione Azov che difende eroicamente la città di Mariupol dal primo giorno di guerra".

Una manifestazione che cade la sera del 9 maggio, ‘Giornata della vittoria ucraina sul nazismo’. "La storia purtroppo si ripete. E purtroppo si ripete con l’atrocità che il popolo ucraino ha subito durante la Seconda guerra mondiale, quando abbiamo combattuto con la Russia, che adesso ripete quella storia vergognosa e la strumentalizza usandola come pretesto contro l’Ucraina", ha detto dalla piazza l’attivista Victoria, sottolineando che "è importante che il mondo capisca che ci sono tante notizie false sul battaglione Azov e tanta propaganda per avere un pretesto per attaccare l’Ucraina".

Victoria ha spiegato che se è vero che nel 2014 i ragazzi di Azov "erano volontari, che si erano uniti per difendere il nostro Paese, da novembre 2014 Azov fa parte della guardia nazionale ucraina e sta sotto lo statuto disciplinare dell’esercito. E' tutto molto regolarizzato: non tutti possono entrare nel battaglione Azov e non ci sono combattenti stranieri". Ma soprattutto "non ci sono nazisti. Loro sono patrioti pronti a sacrificare la loro vita per la nostra patria. Ci sono le persone di varie origini etniche, di varie fedi religiose e di varie posizioni politiche".

A Mariupol poi "non ci sono solo i combattenti di Azov, ma anche le altre forze, la guardia di frontiera, la marina militare e la polizia nazionale", ha sottolineato Tetyana, originaria di Mariupol. Per tutti gli oltre 2.000 difensori della città asserragliati nelle acciaierie Azovstal anche da Milano le donne ucraine invitano a firmare la petizione per chiederne l’evacuazione. "Sono sopravvissuti all’inferno, gli eroi devono vivere. L’indifferenza uccide", si legge nel cartello esposto.

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