Ucraina, Michel al G7 in Germania: “UE darà più aiuti militari, finanziari e politici a Kiev”

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Ucraina, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha affermato che l’UE “darà più aiuti militari, finanziari e politici a Kiev” durante una conferenza stampa organizzata nella prima giornata del G7 in Germania.

Ucraina, Michel al G7 in Germania: “UE darà più aiuti militari, finanziari e politici a Kiev”

In occasione del primo giorno del vertice del G7 in Germania, il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha preso parte a una conferenza stampa presso il resort di lusso di Elmau, nelle Alpi Bavaresi. In questa circostanza, Michel ha ribadito: “Daremo più aiuti militari, più aiuti finanziari, più sostegno politico all’Ucraina”.

Il vertice del G7 in Germania è stato inaugurato nella giornata di domenica 26 giugno e proseguirà anche in quelle di lunedì 27 e martedì 28. All’incontro, stanno partecipando i capi di Stato e di Governo del G7 di Stati Uniti d’America, Canada, Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Giappone.

Nel corso della conferenza stampa, inoltre, il presidente del Consigli UE ha precisato: “L’Unione Europea, come fa fin dal primo giorno della guerra scatenata dalla Russia adottando un approccio binario, da un lato gli aiuti a Kiev e dall’altro le sanzioni contro Mosca, continuerà a fornire un supporto robusto all’Ucraina: finanziario, umanitario e politico. Abbiamo già mobilitato 2 miliardi di euro per fornire materiale militare, ma l’Ucraina ha bisogno di più e noi siamo impegnati a darne di più”.

Riprendendo la proposta avanzata dagli Stati Uniti d’America, poi, Michel ha sottolineato che l’Unione Europea è “pronta a guardare i dettagli e vedere se sarà possibile prendere di mira” l’oro esportato dalla Federazione Russa con ulteriori sanzioni, “in modo da danneggiare Mosca e non danneggiare noi stessi”.

Ucraina, i russi hanno perso oltre 34.850 uomini in battaglia

In Ucraina, intanto, lo Stato Maggiore delle Forze Armate di Kiev ha diramato il bollettino quotidiano aggiornato relativo alle perdite in battaglia. Secondo quanto riportato nel documento, diffuso tramite Facebook, pare siano 34.850 le perdite registrate nell’esercito russo sin dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina avviata nella notte del 24 febbraio 2022. Le cifre, tuttavia, non possono essere verificate in modo indipendente.

Il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, poi, ha aggiunto che, oltre ai circa 34.850 militari, i russi hanno perso 3.659 mezzi corazzati, 1.532 carri armati, 764 sistemi d’artiglieria, 243 lanciarazzi multipli e 99 sistemi di difesa antiaerea. Il resoconto, in costante aggiornamento in considerazione degli intensi combattimenti, ha rivelato che le forze russe avrebbero subito anche la perdita di 2.564 autoveicoli, 184 elicotteri e 14 unità navali.

Cremlino, attaccati centri di addestramento ucraini al confine con la Polonia. Peskov smentisce ritorno anticipato di Putin

Nella giornata di domenica 26 giugno, il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato di aver attaccato e distrutto un centro di addestramento delle truppe ucraine situato in prossimità del confine tra l’Ucraina e la Polonia. Il Ministero ha precisato che le forze aerospaziali che fanno capo a Mosca hanno bombardato in particolare siti militari delle truppe ucraine esistenti nelle regioni di Leopoli, Chernikiv e Zhytomyr.

Nel frattempo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha negato la notizia circolata su Telegram circa un improvviso ritorno a Mosca del presidente Vladimir Putin nella serata di sabato 25 per pronunciare una dichiarazione di emergenza alla Nazione.

In particolare, come riportato dall’agenzia Tass, Peskov ha smentito le indiscrezioni diffuse su svariati canali Telegram, affermando: “No, no, non è così”.

Prima dell’intervento del portavoce del Cremlino, i media nazionali avevano asserito che il presidente Putin fosse rientrato presso la capitale nella tarda serata di sabato e avevano diffuso un video in cui era possibile osservare il corteo di auto del leader russo mentre sfrecciavano verso gli ambienti della politica.

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