Ucraina, Mosca: “Corridoi umanitari per evacuare Azot”. Biden: “Prezzi troppo alti per colpa di Putin”

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Ucraina, Mosca ha annunciato l’apertura di corridoi umanitari a Severodonetsk per liberare i civili che si sono rifugiati nello stabilimento chimico di Azot.

Ucraina, Mosca: “Attivati corridoi umanitari per evacuare Azot chiesti d a Kiev”

Nell’ambito della guerra in Ucraina, Mosca ha riferito che i militari dell’esercito russo e delle milizie della Repubblica popolare di Lugansk sono pronti a procedere all’evacuazione dei civili che si sono rintanati nello stabilimento chimico di Azot, a Severodonetsk, riproponendo uno scenario già visto a Mariupol, presso l’acciaieria Azov.

Mosca, infatti, ha annunciato che i corridoi per consentire l’evacuazione dei civili saranno aperti dalle 07:00 alle 19:00 ora italiana di mercoledì 15 giugno 2022. La comunicazione è stata diffusa dal capo del Centro nazionale per il controllo della difesa della Federazione Russa, Mikhail Mizintsev, che ha precisato che la richiesta di procedere all’attivazione di corridoi umanitari è pervenuta da Kiev. A questo proposito, secondo quanto riferito da Ria Novosti, Kiev avrebbe chiesto che le procedure di occupazione si tengano in direzione del territorio controllato dal Governo ucraino che corrisponde alla città di Lysychansk.

Kiev, Zelensky: “Ucraina ha bisogno di armi moderne per vincere la guerra”

In Ucraina, intanto, il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che al Paese servono armi moderne per poter resistere agli attacchi russi e vincere la guerra.

Nel corso di una lunga intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Zeit, il leader di Kiev ha dichiarato: “Per alcuni il mio appello può sembrare un loop continuo, ma devo ripeterlo ancora e ancora: abbiamo bisogno di armi moderne. Abbiamo bisogno di sostegno per sopravvivere e vincere. E meno i nostri partner sono disposti ad aiutarci con le armi, più a lungo durerà questa guerra e più persone moriranno – e ha aggiunto –. Attualmente, in molti punti del fronte, i russi sono in grado di sparare contro le nostre posizioni con la loro artiglieria da lunghe distanze senza che noi possiamo rispondere al fuoco. Abbiamo quindi bisogno, ad esempio, di lanciarazzi multipli a più lungo raggio e di sistemi simili”.

USA, Biden: “Aumento dei prezzi della benzina è colpa di Putin”

Negli Stati Uniti d’America, intanto, il sottosegretario statunitense alla Difesa, Colin Kahl, ha riferito: “Crediamo che Putin non abbia modificato i suoi obiettivi in Ucraina e, quindi, è probabile che abbia ancora gli occhi su una parte significativa del Paese, se non su tutto il Paese”.

Il presidente americano Joe Biden, invece, ha incolpato il leader del Cremlino, Vladimir Putin, dell’aumento dei prezziregistrato entro i confini degli Stati Uniti e non solo. Nello specifico, l’inquilino della Casa Bianca ha affermato: “I prezzi sono troppo alti, il nostro lavoro non è finito”.

Il presidente, poi, ha confermato di essere al lavoro e di aver intenzione di fare il possibile per contrastare l’impennata dei costi della benzina. Inoltre, ha spiegato: “Il nostro tasso di disoccupazione è ai minimi storici. Stiamo rendendo il ‘Buy America’ una realtà. Con il mio predecessore il deficit è esploso, con me lo abbiamo ridotto lo scorso anno e quest’anno lo ridurremo ancora per un totale di quasi 2.000 miliardi di dollari”.

Biden, infine, ha asserito di essere “stanco” di essere costantemente bollato come un presidente con l’abitudine di spendere in modo eccessivo e ha sottolineato: “Stiamo cambiando la vita della gente”.

Von der Leyen in Israele: “UE si liberarà dalla dipendenza dai combustibili fossili russi”

In occasione della sua visita a Israele, intanto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha commentato la dipendenza dell’UE dall’energia russa.

La presidente von der Leyen, infatti, ha spiegato: “Il Cremlino ha usato la nostra dipendenza dai combustibili fossili russi per ricattarci. E dall’inizio della guerra, la Russia ha deliberatamente interrotto le sue forniture di gas alla Polonia, alla Bulgaria, alla Finlandia, alle società olandesi, alle società danesi, come rappresaglia per il nostro sostegno all’Ucraina. Ma il comportamento del Cremlino ha solo rafforzato la nostra determinazione a liberarci dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili russi. Ad esempio, stiamo ora esplorando modi per rafforzare la nostra cooperazione energetica con Israele“.

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