Ucraina, negoziati in inverno? Come il freddo può cambiare il destino della guerra

Concept image for the Russian attack on Ukraine.
Ucraina, negoziati in inverno? Come il freddo può cambiare il destino della guerra

Con l'arrivo dell'inverno, la guerra in Ucraina potrebbe essere vicina a una svolta. Con il probabile "rallentamento delle operazioni tattiche" nel Paese, dovuto alle temperature più rigide, "potrebbe esserci una finestra per i negoziati". A farlo sapere è il generale Mark Milley, capo degli Stati maggiori riuniti Usa, aggiungendo che i russi "hanno fallito da un punto di vista strategico e tattico in tutta l'Ucraina". L'arrivo della stagione invernale, inoltre, potrebbe cambiare le sorti del conflitto. La storia lo confermerebbe...

VIDEO - Ucraina, cade la prima neve a Kiev ma continuano i blackout

L'inverno comincia a farsi sentire in Ucraina, dove cadono i primi fiocchi di neve. Combattere si fa sempre più difficile, ma la resistenza del popolo ucraino continua. Più volte l'inverno è stato alleato o nemico degli eserciti al fronte, spesso mietendo vittime sul campo di battaglia. Il gelo è un condottiero senza volto che nella storia della Russia zarista prima e dell'Unione sovietica poi ha contribuito a provocare enormi disagi ai popoli invasori.

LEGGI ANCHE: Guerra Russia-Ucraina: le ultime notizie

La Grande armata francese capitanata da Napoleone Bonaparte nel 1812 fu sconfitta dall'esercito zarista anche a causa delle avverse condizioni meteorologiche. E' successo anche nel Novecento, quando il freddo contribuì alla sconfitta dei nazifascisti.

LEGGI ANCHE: Zelensky a Kherson: "Impossibile uccidere l'Ucraina". Stoltenberg: "Dobbiamo mantenere la rotta"

Poco più di cent'anni dopo la disfatta napoleonica, Hitler non seguì l'esempio offerto dalla storia. E così, nel 1941, ci riprovò, invadendo la Russia. Anche lui a giugno, anche lui spingendosi (quasi) fino a Mosca, senza mai riuscire a prenderla sotto il proprio controllo. Come Napoleone, anche Hitler pensava di conquistare la Russia con una guerra lampo, ma il gelo invernale ribaltò ogni aspettativa. Come per Napoleone, anche per Hitler l'inizio fu sorprendente: l'"Operazione Barbarossa" permise ai tedeschi di penetrare nel territorio russo per 800 km. Solo poco dopo cominciò l'assedio di Mosca, ma nei primi giorni d'autunno il "generale Inverno" iniziò a dar prova dei suoi effetti. Dopo le prime abbondanti nevicate, la temperatura salì improvvisamente di qualche grado, facendo sciogliere la neve e rendendo inagibili le strade. I mezzi di Hitler restarono bloccati. Di lì a poco cominciò il vero inverno, che - proprio nel 1941 - registrò le temperature più basse della storia (fino a quaranta gradi sotto zero). Il carburante si congelava e le armi erano impossibili da usare. Inadatte anche le divise dei soldati, insufficienti per proteggerli da un freddo pungente. Stalin, davanti all'evidente indebolimento del nemicò, ordinò alle sue truppe di attaccarlo con imboscate e trappole. Anche per i tedeschi iniziò la ritirata e, con la battaglia di Stalingrado, fra l'agosto del 1942 e il febbraio del 1943, furono definitivamente sconfitti, aprendo ai sovietici la strada verso Berlino.

Alla campagna del '41 parteciparono anche le truppe italiane, con l'Ottava Armata e il corpo degli Alpini, inviati da Mussolini al fianco dei nazisti. Partirono per l'invasione circa 300mila uomini: almeno 100mila non torneranno a casa, uccisi dai russi e dal "generale Inverno".

GUARDA ANCHE - Kherson senza acqua né elettricità dopo il ritiro dei russi

A distanza di anni le truppe ucraine e quelle russe affrontano un nuovo ostacolo: l'inverno, infatti, potrà incidere sul futuro della guerra. Sia Mosca sia Kiev intanto si organizzano per proteggersi dai mesi invernali, quando non si escludono picchi oltre i -20 gradi.

L'esercito di Putin cerca di indebolire le infrastrutture energetiche ucraine, per creare disagi ai civili e mettere in difficoltà le strutture ospedaliere e sanitarie. La popolazione ucraina, intanto, fa scorta di legna da ardere e raccoglie acqua dai pozzi. C'è anche chi ha deciso di lasciare le città più a est per raggiungere l’ovest dell’Ucraina, più lontano dal fronte e dove le temperature sono leggermente superiori. Oltre alle armi, gli alleati sono disposti a fornire all'esercito ucraino indumenti caldi e attrezzature. Le forze avversarie, invece, sembrano avere difficoltà logistiche e di rifornimento.

LEGGI ANCHE: Ucraina, Zelensky: "Sentiamo tutti che la vittoria si avvicina"

Anche il terreno giocherà un ruolo chiave, per via dello scioglimento del fango nelle settimane precedenti e successive all’inverno, rendendo inutilizzabili numerosi mezzi militari. La storia, ancora una volta, avrebbe molto da insegnare.