Ucraina, Pentagono: "Bassa probabilità di vittoria militare di Kiev"

(Adnkronos) - "La probabilità di una vittoria militare ucraina, che includa l'espulsione dei russi da tutta l'Ucraina, compresa la Crimea, la probabilità che ciò accada presto non è militarmente alta". Lo ha detto il capo di stato maggiore Usa, il generale Mark Milley, in una conferenza al Pentagono, aggiungendo che sarebbe invece possibile una soluzione politica, grazie alla quale i russi si ritirino.

Secondo il principale consigliere militare del presidente Biden, la Russia avrebbe ancora un potere di combattimento significativo all'interno dell'Ucraina nonostante le battute d'arresto militari. Finora "la Russia ha perso strategicamente, operativamente e tatticamente", ha detto, aggiungendo che la Russia ha fallito "ogni singolo" obiettivo nella sua guerra contro l'Ucraina.

“I russi hanno fallito ogni singola volta. Hanno perso strategicamente, hanno perso operativamente e, ripeto, hanno perso tatticamente. Quello che hanno cercato di fare, lo hanno fallito”, ha detto Milley. "La riformulazione strategica dei loro obiettivi, della loro invasione illegale, sono fallite tutte, ognuna di esse".

Milley ha sottolineato l'incapacità della Russia di "invadere tutta l'Ucraina" all'inizio della guerra, nonché dopo la loro riconcentrazione nella regione del Donbass e la presa di Zaporizhzhia e Kherson. "Sull'intera linea del fronte di circa 900 chilometri, gli ucraini hanno ottenuto successi dopo successi e i russi hanno fallito ogni singola volta", ha affermato Milley.

Milley avverte anche la Cina. Un qualsiasi attacco cinese a Taiwan sarebbe un errore strategico tanto grave quanto l'invasione russa dell'Ucraina. "Penso che non sarebbe saggio - ha scandito al Pentagono - sarebbe un errore politico, un errore geopolitico, un errore strategico, simile a quello che è l'errore strategico che Putin ha fatto in Ucraina", ha precisato Milley sottolineando che nessun attacco a Taiwan è imminente.

Il capo di stato maggiore ha affermato di ritenere che il presidente cinese Xi Jinping, che ha appena vinto uno storico terzo mandato come leader supremo del Paese e ha dichiarato che l'unione di Taiwan con la Cina è una priorità assoluta, sia un "attore razionale. Penso che valuti le cose in base a costi, benefici e rischi e penso che concluderebbe che un attacco a Taiwan nel prossimo futuro sarebbe un rischio eccessivo e finirebbe in una debacle strategica per l'esercito cinese".