Ucraina, Petrocelli: "Vendetta politica per aver detto no alle armi"

(Adnkronos) - "Io ho intenzione di fare ricorso alla Corte Costituzionale, ma lo farò se me lo consiglierà il mio legale, se ne varrà la pena". Così il senatore del M5S Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri, dopo che la Giunta per il regolamento ha aperto al reset della terza Commissione del Senato. "La mia intenzione sarebbe di fare ricorso sulle motivazioni della Giunta, ma non sono un esperto e quindi mi affiderò al mio legale".

"Immagino che dovrebbe essere un ricorso su un conflitto di attribuzione, quello è lo standard di un ricorso del genere alla Corte Costituzionale ma farò quello che mi consiglierà il legale", dice Petrocelli.

"Quanto deciso dalla Giunta per il regolamento è una vendetta politica, nei confronti di un senatore che legittimamente ha detto no all'invio delle armi in Ucraina" scandisce incontrando i giornalisti. Per il senatore la posizione dell'invio delle armi a Kiev resta un errore. "Noi - avverte - mandiamo armi a chi dice che il nazista Bandera è un eroe, a chi dice che i militari della Azov che resistono a Mariupol sono eroi".

Poi, a chi gli chiede del suo successore in Commissione Esteri, risponde: "Penso che il senatore Casini al mio posto sarebbe un salto indietro".

E a chi gli domanda del suo cinguettio del 25 aprile, che ha scatenato le polemiche, replica: "Sì, io rifarei il tweet con la 'z', maiuscola, quella è stata una provocazione, che rifarei, siamo in tempi in cui non serve più essere moderati".

Quanto al M5S, "non ho mai ricevuto nessuna notifica di espulsione, a tutti gli effetti faccio parte del Movimento 5 Stelle, non l'ho ricevuta né io né dal presidente Casellati, che dovrebbe disporre in automatico il mio passaggio al gruppo Misto" dice Petrocelli. "Il presidente Conte - ricorda - mi aveva annunciato l'espulsione già pochi giorni prima del mio voto contrario alla fiducia, mi pare fosse il 3 aprile". "Se mi sento ora abbandonato dal M5S? Sì io mi sento abbandonato, ma mi pare che il programma del 2018 del Movimento sia scomparso".

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