Ucraina probabilmente avrà accesso a sito esplosione - funzionario polacco

Poliziotti nei pressi del villaggio di Przewodow, al confine tra Polonia e Ucraina

VARSAVIA (Reuters) - L'Ucraina probabilmente otterrà l'accesso al sito nel sud-est della Polonia dove un missile ha ucciso due persone.

Lo ha detto Jakub Kumoch, il principale consigliere di politica estera del presidente polacco, dopo che Kiev ha chiesto di poter accedere al luogo dell'esplosione.

Il presidente polacco Andrzej Duda ha detto ieri che l'accesso richiederebbe l'accordo di entrambi i Paesi che conducono le indagini, Polonia e Stati Uniti.

Varsavia sostiene che l'esplosione sia stata causata molto probabilmente da un missile di difesa aerea ucraino finito fuori rotta, cosa che Kiev nega.

"Una squadra investigativa polacco-statunitense è sul posto", ha detto Kumoch all'emittente televisiva Tvn 24.

"Gli ucraini hanno chiesto di poter accedere al luogo delle indagini. Se entrambe le parti sono d'accordo, e per quanto ne so non ci saranno obiezioni da parte statunitense, tale accesso potrebbe essere ottenuto presto", ha aggiunto.

Anche il capo dell'Ufficio per la sicurezza nazionale polacco, Jacek Siewiera, ha detto all'emittente privata Rmf Fm che, a quanto gli risulta, Duda non si è opposto alla presenza di osservatori ucraini sul luogo.

Kumoch ha affermato che la Polonia dispone di prove video dell'esplosione.

"Ci sono effettivamente dei filmati, non vorrei parlare del contenuto dei filmati che ho visto in modo confidenziale, ma ovviamente il primo ministro ha fornito tali informazioni, tali materiali esistono", ha detto Kumoch.

"Queste sono le nostre normali foto dal confine, dove si vedono determinate cose. Si vedono spari in Ucraina, combattimenti in Ucraina e, a un certo punto, in un tempo molto breve, si vede una certa sequenza di eventi", ha aggiunto.

Kumoch non ha fornito ulteriori dettagli. Ha detto che voleva che gli ucraini venissero prima a conoscenza di questi materiali, in contatto con coloro che conducono le indagini.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Andrea Mandalà)