Ucraina, progressi contro la Russia nel sud e nell'est del Paese

La controffensiva ucraina sta facendo progressi verificabili nel sud e nell'est del Paese - rende noto l'Istituto per lo studio della guerra - aggiungendo che le forze ucraine stanno avanzando lungo diversi assi nella regione occidentale di Kherson e si sono assicurate il territorio attraverso il fiume Siverskyi Donets nella regione di Donetsk.

Per prima cosa diamo un'occhiata al fronte meridionale.

"Le bandiere ucraine stanno tornando dove dovrebbero essere di diritto", ha detto il presidente del Paese, Zelensky, annunciando la liberazione di due insediamenti nell'Ucraina meridionale.

Funzionari di Kiev hanno condiviso filmati geolocalizzati che mostrano le forze armate che issano una bandiera ucraina su un edificio ospedaliero a Vysokopillya, nella regione di Kherson.

La cosa ha innescato discussioni critiche tra alcuni blogger russi mentre il ministero della Difesa russo ha affermato che le forze ucraine hanno continuato a condurre "tentativi falliti" di avanzamento.

Zelensky ha anche annunciato che le forze ucraine si stabiliranno nella regione di Donetsk.

Le immagini geolocalizzate e i filmati pubblicati lo scorso fine settimana mostrano che le forze ucraine hanno attraversato il fiume Siverskyi Donets e hanno preso il controllo di Ozerne, circa 20 km ad est di Slovyansk.

La capacità delle forze ucraine di attraversare il fiume Siverskyi Donets senza finire sotto il fuoco russo suggerisce dei passi indietro del controllo russo sulla riva sinistra del fiume ad est di Slovyansk, sottolinea l'Istituto per lo studio della guerra.

Il ministero della Difesa britannico, inoltre, aggiunge che "l'obiettivo politico dell'operazione Donbass rimane quasi certamente quello di proteggere l'intera regione di Donetsk, il che consentirebbe al Cremlino di annunciare la liberazione del Donbass".

Sebbene la Russia abbia ottenuto il maggior successo in questo settore, - ribadisce sempre il ministero della Difesa britannico - le sue forze avanzano solo di 1 km alla settimana verso Bakhmut.

Grappoli d'ansia

Pavlo Magalias è un viticoltore: la sua vigna si trova nel sud dell’Ucraina, vicino all’estuario del fiume Bug meridionale.

Un luogo isolato, battuto dal vento che, dal 24 febbraio scorso, ha perso la consueta atmosfera di tranquillità.

Mentre si raccoglie l’uva, in sottofondo risuonano i colpi dell’artiglieria russa e ucraina e sul terreno ci si imbatte quotidianamente in ciò che resta delle bombe a grappolo, come spiega una lavoratrice, Olha Prokopchuk.

"Sono ansiosa, in realtà - dice - ansia è riduttivo, le munizioni le vediamo a terra e viene l’ansia, quando cadono però la sensazione è completamente diversa".

Un’uva che, nonostante tutto, darà ottimo vino, conferma Magalias.

"Questo è l'anno giusto, l'uva quest'anno darà il suo meglio: si vede che è buona, anche le caratteristiche lo sono, abbiamo fatto l'analisi chimica, andrà tutto bene.

Il vino sarà buono, potrebbe avere odore di polvere da sparo, ma sarà buono: questo è un grande anno, al 100%".

Originario della Moldavia, il 59enne è un ex sollevatore di pesi diventato, suo malgrado, il viticoltore più vicino alla linea del fronte.