Ucraina, qualsiasi piano di pace deve includere regioni annesse - Cremlino

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov alla conferenza stampa annuale di fine anno del presidente russo Vladimir Putin, a Mosca

MOSCA (Reuters) - Il Cremlino ha respinto il piano di pace in 10 punti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, affermando che le proposte per porre fine al conflitto in Ucraina devono tenere conto di quella che definisce "la realtà odierna" di quattro regioni ucraine che si sono unite alla Russia.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto: "Non può esistere un piano di pace per l'Ucraina che non tenga conto delle realtà di oggi relative al territorio russo, con l'ingresso di quattro regioni in Russia. I piani che non tengono conto di queste realtà non possono essere piani di pace".

La Russia ha dichiarato le regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia come parte del proprio territorio a settembre, dopo referendum considerati illegittimi dall'Ucraina e dai Paesi occidentali. La Russia non controlla completamente nessuna delle quattro regioni.

Il Presidente Zelensky ha promosso il suo piano di pace in 10 punti, annunciato per la prima volta a novembre, discutendone, tra gli altri, con il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e sollecitando i leader mondiali a tenere un summit di pace globale basato su di esso.

Il piano prevede il ritiro delle truppe russe dal territorio ucraino riconosciuto a livello internazionale, condizione che implica che la Russia dovrebbe rinunciare sia alle quattro regioni che sostiene di aver annesso, sia alla Crimea, annessa nel 2014.

Il Cremlino ha ripetutamente affermato di essere aperto a colloqui di pace con l'Ucraina, ma non vede alcuna volontà di negoziare da parte di Kiev.

(tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)