Ucraina, i russi sottoponevano i prigionieri a torture e lavori forzati

Ucraina torture
Ucraina torture

Dopo aver liberato il territorio di Kharkiv, occupato per quasi 7 mesi dai russi, i militari ucraini hanno annunciato di aver scoperto un campo di detenzione nella struttura di Vovchansk.

I campi di detenzione in Ucraina contenevano stanze per le torture e luoghi per i lavori forzati

Almeno 18 campi detentivi di questo tipo, con all’interno stanze delle torture e luoghi per i lavori forzati, si troverebbero in tutta l’Ucraina. L’obiettivo dei russi sarebbe quello di piegare la resistenza nazionale.

Le autorità russe hanno negato di aver creato stanze delle torture e fosse comuni per i cadaveri e maltrattato i detenuti, ma i soldati ucraini avrebbero raccolto una serie di prove pubblicate dal Wall Street Journal.

Alcuni testimoni hanno dichiarato che, durante la detenzione, i funzionari russi hanno provato a far confessare loro di appartenere all’esercito ucraino. Chi negava, veniva sottoposto a torture, anche con scosse elettriche.

“Non ricevevamo cibo e potevamo lavarci una volta ogni cinque giorni. Avevamo due minuti a testa per usare i servizi igienici. I russi ci torturavano ogni giorno fisicamente e psicologicamente, minacciando le nostre famiglie“, ha raccontato un testimone.

Sarebbero stati 300 i prigionieri di Vovchansk in 6 mesi

Almeno 50 persone in contemporanea venivano detenute all’interno del campo di Vovchansk. In totale, 300 prigionieri in 6 mesi. 30 uomini condividevano una stanza. Molti di questi, intorno ai 20 anni, erano ex studenti che avevano scelto di combattere per la propria patria.

I prigionieri dovevano lavorare per manutenere la struttura. Sempre secondo il Wall Street Journal, sulle pareti delle celle sono state trovate alcune preghiere scritte in ucraino con il pennarello indelebile. La cifra stabilita per poter abbandonare i lavori forzati era di 20mila dollari: nessun detenuto è mai riuscito a raggiungerla.

I russi hanno rilasciato tutti i prigionieri poco prima che la regione venisse liberata e hanno cercato di eliminare le prove lasciate all’interno delle stanze delle torture. Secondo quanto dichiarato dai sopravvisuti, prima di andare via i russi avrebbero anche rubato le attrezzature agricole.