Ucraina, Salvini: "Stupito da critiche, non pretendo applausi ma neanche insulti"

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Ucraina, Salvini: "Stupito da critiche, non pretendo applausi ma neanche insulti" (Photo by Riccardo Fabi/NurPhoto via Getty Images)

Matteo Salvini si è espresso così dopo le polemiche che si sono scatenate in seguito alle affermazioni relative ad un ipotetico viaggio a Mosca: "Dedico solo 30 secondi di riflessione al tema della pace e della guerra, perché ci sono temi su cui si può dividere, ma anche temi che invece dovrebbero unire... Io sono stupito, sconcertato e dispiaciuto dal fatto che la ricerca della pace, la costruzione della pace, preveda divisioni a sinistra".

"E quanto parlo di pace - ha proseguito Salvini - non parlo del fatto che vado in giro per Parma con la bandiera della pace, facendomi un cannone e gridando peace and love. La pace va costruita, va studiata, sudata e faticata. Quindi, è incredibile come oggi, se andate sui giornali, oggi si sono sentiti Putin Macron e Scholz, parlando di grano, disarmo e ritorno alla pace".

"Io pensavo, forse ingenuamente, che costruire la pace, mettendosi in gioco e anche a rischio, valesse la pena. E non pretendo applausi, ma neanche insulti", ha concluso il leader della Lega, che nel frattempo si trovava sul palco di una manifestazione elettorale a Parma.

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Cosa aveva detto sul viaggio a Mosca

Ai microfoni di 'Sabato anch'io', su Radiouno Rai, Salvini aveva affermato che il viaggio a Mosca "ci è stato prospettato, ci stiamo lavorando, non è un week end a Forte dei Marmi, è qualcosa di più complicato da tutti i punti di vista e soprattutto si fa se serve. Certezze non ce ne sono".

"Ci sono buone relazioni, le richieste che andiamo a fare le andiamo a fare a tutti, rappresentiamo milioni di italiani, rappresentiamo la voglia di pace, abbiamo votato come Lega l'invio di tutti gli aiuti possibili e immaginabili all'Ucraina, economici, umanitari, l'Italia sta accogliendo, sta abbracciando, sono terrorizzato dall'idea di un espandersi del conflitto".

Salvini aveva inoltre precisato: "Non vado a nome del Governo, vado rappresentando il sentimento della maggioranza degli italiani, poi certezze di ascolto e di successo nessuno ne ho, ma è meglio una proposta di pace, di cessate il fuoco in più che in meno"

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