Ucraina, Tafuro (Ispi): "isolamento cementa rapporti Russia-Iran'

(Adnkronos) - Il pragmatismo oggi è ancor di più il concetto chiave della politica estera russa. Lo sottolinea in un'intervista all'Adnkronos Eleonora Tafuro Ambrosetti, ricercatrice dell'Osservatorio Russia, Caucaso e Asia centrale presso l'Ispi, commentando la visita a Teheran del presidente Vladimir Putin nel quadro di un'iniziativa per rilanciare il processo di Astana insieme a Iran e Turchia.

Mosca "può contare su quei Paesi che condividono l'antioccidentalismo e che sono stati vittima di sanzioni come la Turchia e che lo sono tuttora come l'Iran", afferma Tafuro, secondo cui l'obiettivo dell'incontro del gruppo di Astana è stato far capire che l'alleanza è "solida" e rappresenta un' "alternativa valida" al formato di Ginevra appoggiato dall'Onu e dall'Occidente, malgrado le "moltissime divergenze" tra i tre Paesi 'garanti' del processo proprio a partire dalla Siria.

La Turchia, spiega, vuole condurre una nuova operazione militare nel nord della Siria contro le forze curde, che tuttavia è "osteggiata" dagli Stati Uniti, ma anche dalla Russia e dall'Iran, come dimostrato dalle parole ieri della Guida Suprema, Ali Khamenei, secondo cui "un attacco nel nord della Siria danneggerebbe sicuramente anche la Turchia" oltre che la regione "a beneficio dei terroristi''.

Russia, Turchia e Iran dunque continuano la loro collaborazione "a livello pragmatico" anche per dimostrare che nella regione "continuano a contare" e non è un caso che l'incontro tra Raisi, Erdogan e Putin si sia tenuto a pochi giorni dal viaggio di Joe Biden in Medio Oriente, sottolinea Tafuro, secondo cui si tratta anche di un modo per "bilanciare" il ruolo "più attivo" nella regione dell'Amministrazione Biden rispetto alla presidenza Trump.

La Russia, evidenzia l'esperta, resta un attore chiave in Medio Oriente dal momento che è "se non alleata almeno è partner" di tutti i Paesi, a partire da Israele che, se a parole ha condannato l'invasione dell'Ucraina, nei fatti non applica le sanzioni a Mosca né ha inviato armi a Kiev.

Gli stretti rapporti con Tel Aviv non pregiudicano alla Russia una forte intesa con l'Iran. "L'asse Teheran-Mosca è una dinamica che è in essere da molto tempo e che ora si sta sviluppando anche in funzione dell'isolamento di entrambi i Paesi", precisa Tafuro, secondo cui "l'isolamento è un fattore che cementa i rapporti. La Russia ha sempre tentato di includere l'Iran nelle organizzazioni regionali che guida come l'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (Sco)" e l'accordo da 40 miliardi di dollari tra Gazprom e Nioc, la compagnia petrolifera iraniano, è "il segnale di quanto possa essere proficua la cooperazione economica" tra i due Paesi.

Anche per la Cina, conclude Tafuro, vale il discorso sull'antioccidentalismo fatto per Turchia e Iran. Nella sua retorica Pechino ha "dato la colpa" alla Nato per l'invasione dell'Ucraina ma, nonostante la "convergenza" politica ed economica, "c'è allo stesso tempo un'asimmetria tra Russia e Cina che sta aumentando" con il prosieguo della guerra.

"Al di là della retorica, la Cina sta dimostrando di non essere poi così entusiasta di questa alleanza con la Russia - chiosa - Pechino sta rispettando le sanzioni e non si sta sostituendo ai mercati occidentali per quanto riguarda il petrolio. In questo suo equilibrismo, la Cina conta sul rapporto con la Russia, ma ancora di più su quelli con Usa e Ue che sono i suoi mercati più importanti".

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