Ucraina, volontario difesa Odessa: "Anche oggi giornata infernale con attacchi massicci"

(Adnkronos) - "Anche oggi è una giornata infernale, con attacchi massicci di razzi, che colpiscono anche obiettivi civili. Le sirene suonano in continuazione: non fa in tempo a disattivarsi un allarme anti-aereo, che ne viene attivato un altro". A raccontarlo all'Adnkronos è l'avvocato ucraino esperto di diritto internazionale Oleksii Plotnikov, arruolato nella difesa territoriale di Odessa.

Gli ultimi attacchi di cui ha avuto notizia Plotnikov, che non si trova in questo momento in città, ma in un posto segreto molto vicino, sono stati "questa mattina contro i quartieri residenziali di Odessa. Purtroppo non si hanno ancora dettagli sulle vittime e sui danni". Sempre oggi "è stato colpito un magazzino del grano ad Artsyz".

Attacchi che in alcuni casi si possono spiegare con errori nella mira di colpi destinati a obiettivi militari, ma che invece possono dipendere dal fatto che l'esercito russo "ha deciso di lanciare i razzi a raffica senza farsi tanti problemi". "Veniamo attaccati - spiega Plotnikov - sia dalle navi, che dagli aerei che partono dal Mar Caspio, sia dai razzi lanciati dalla Crimea".

La situazione a Odessa non promette di migliorare nelle prossime ore. "Al momento non vediamo alcun alleggerimento negli attacchi e ci aspettiamo un'ulteriore intensificazione", spiega l'avvocato-volontario, proprio mentre nella città scatta il rigido coprifuoco, che resterà in vigore fino alle 5 di mattina di martedì. Una misura decisa "non soltanto per la paura degli attacchi aerei e di razzi, ma anche perché il quartier generale delle forze armate ucraine ha annunciato che l'esercito della Transnistria si trova in stato di allerta".

Plotnikov non crede all'ipotesi un'invasione da parte dei pochi soldati russi di stanza in Transnistria e ritiene altrettanto improbabile uno sbarco dei paracadutisti dell'esercito di Mosca, ma si aspetta per domani "delle provocazioni, degli atti terroristici e l'invio di gruppi di sabotatori da parte dell'esercito russo".

La scelta di colpire "prima di una festa così particolare, colpisce la popolazione di Odessa, prima città eroe in Unione sovietica e famosa proprio per il suo movimento partigiano durante la guerra", riferisce l'avvocato, aggiungendo che "in un certo senso, però, questa è anche la prova di chi sono quelli con cui abbiamo a che fare: negli anni '40 eravamo attaccati dai nazisti, ora siamo attaccati da altri nazisti".

Anche per questo "dopo il 24 febbraio tutta la popolazione ucraina ha iniziato ad allontanarsi dal mito sovietico della vittoria del 9 maggio ed è sempre più forte l'idea di dover festeggiare, insieme a tutto il mondo, l'8 maggio come giorno della memoria. Un'idea che prima era accolta molto bene nell'Ovest dell'Ucraina, ma che man mano si sta diffondendo in tutto il Paese, anche all'Est e al Sud". E Odessa "rimane una città eroe per la sua storia, che non viene annullata, ma ora rivista sotto un'altra chiave".

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