Udine, giovane campionessa di ciclismo muore a 17 anni

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Silvia Piccini (Twitter)
Silvia Piccini (Twitter)

Tragedia a Udine. Silvia Piccini, promessa del ciclismo italiano, è morta a soli 17 anni, travolta e uccisa da un pirata della strada mentre era in sella alla sia bici. Studentessa modello della quarta liceo di Scienze applicate dell’istituto Arturo Malignani, Silvia era una campionessa molto amata, sempre sorridente e piena di interessi. 

Amava il ciclismo, come suo papà e suo fratello e vantava già numerosi premi e gare vinte. Il palmarès la dice lunga sulle sue potenzialità sportive. L'incidente stradale è avvenuto martedì pomeriggio, travolta da un’auto lungo quelle strade della collinare, in provincia di Udine, che percorreva da anni praticamente a memoria. Silvia Piccini - madre di Santo Domingo e papà friulano – si divideva tra studio e sport con risultati eccellenti su entrambi i fronti.

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La ragazza era partita in sella alla bici poco prima delle 16 per il consueto allenamento. A speronarla è stata un’auto condotta da una donna. Silvia, dopo l’urto, è stata trascinata per alcuni metri finendo poi nel fosso che fiancheggia la strada. Immediati i soccorsi. Ferita, in breve tempo è arrivata all’ospedale di Udine per essere ricoverata in terapia intensiva. 

Parenti, amici e tutto il mondo del ciclismo regionale si sono avvinghiati alla speranza. Il sindaco del Comune di Sedegliano, Dino Giacomuzzi, si era detto sconvolto per l’accaduto, nel mentre tutte le società del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto (di recente la ragazza era passata a una società sportiva trevigiana di Casale sul Sile) avevano dato vita a un tamtam mediatico sperando arrivassero notizie rassicuranti. Purtroppo la giovane stella dello sport italiano ha perso la sua corsa per la vita. 

Durissima la reazione del friulano Daniele Pontoni, ex campione del mondo di ciclocross e vincitore di dieci titoli nazionali, intervistato dal Corriere: "Non commento l’incidente, ma mi sembra evidente, visto il preoccupante aumento di episodi simili, che i ciclisti sono ormai come birilli sulle strade". Eppure, il fratello minore di Silvia, anche lui ciclista in erba, ha già fatto sapere che continuerà a correre in bici, anche per onorare la sorella che gli aveva trasmesso la passione.

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