Ue affronta crisi migratoria Afghanistan, sullo sfondo ombre 2015

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Bandiera dell'Unione europea davanti alla sede della Commissione Ue a Bruxelles

BRUXELLES (Reuters) - Gli Stati membri dell'Unione europea hanno proposto di aumentare gli aiuti all'Afghanistan e ai paei vicini, ma non sono riusciti a raggiungere una posizione comune sull'accoglienza dei richiedenti asilo in fuga dai talebani.

Le nazioni occidentali coinvolte nella lotta ai talebani hanno evacuato già 100.000 persone che nel corso degli anni avevano collaborato con loro e li dovrebbero accogliere insieme a quanti non sono riusciti a salire sugli ultimi voli in partenza da Kabul. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che tra questi ultimi ci sono fino a 40.000 persone con diritto di residenza in Germania.

La questione su cui gli Stati membri dell'Unione europea non riescono ad accordarsi è se l'asilo debba essere concesso o meno dall'Ue nel suo complesso ad altri gruppi che possono soffrire per la stretta applicazione della sharia, la legge islamica, da parte dei talebani.

Il commissario europeo agli Affari Interni Ylva Johansson sostiene che il blocco debba accogliere le donne afghane, i bambini, i giudici, i giornalisti e gli attivisti per i diritti umani che si ritrovano particolarmente vulnerabili dopo 20 anni in cui hanno goduto di maggiori diritti e libertà.

"Bisogna evitare una crisi umanitaria, bisogna evitare una crisi migratoria e bisogna evitare minacce alla sicurezza" ha detto Johansonn prima di un meeting con i ministri degli Interni degli Stati membri. "Vogliamo tutti evitare una situazione come quella del 2015".

Il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer, il cui paese ha accolto la maggior parte dei nuovi arrivi dopo il 2015, ha detto che tutti gli Stati membri dovranno fare la propria parte.

Per Danimarca, Repubblica Ceca e Austria questa ipotesi è fuori discussione.

"Rimanete lì, e daremo supporto agli altri Stati della regione in modo da aiutare le persone sul posto", ha detto il ministro dell'Interno Karl Nehammer rivolgendosi a quanti sperano di raggiungere l'Europa.

UN TEMA POLITICIZZATO

L'Unione europea ha mezzo miliardo di abitanti, e in molti Stati l'afflusso di migranti compensa l'invecchiamento della popolazione che ha tassi di natalità in declino.

Ma gli arrivi irregolari del 2015-16 hanno pesato sui sistemi di sicurezza e di welfare, alimentato i sentimenti contro gli immigrati e scatenato aspre diatribe tra gli Stati membri su come gestire gli arrivi.

I paesi più rigidi, con in testa Polonia e Ungheria, non vogliono accogliere rifugiati di religione islamica, a loro dire una minaccia per la cultura storicamente cristiana dell'Europa, e la questione degli immigranti è diventata uno scottante tema politico.

Dal 2016, il blocco ha stabilizzato i suoi confini esterni, aumentato l'assistenza a Stati come Turchia, Libano, Libia e Tunisia nel tentativo di limitare gli arrivi di migranti.

Malgrado solo 95.000 persone siano riuscite ad attraversare il Mediterraneo fino alle coste europee lo scorso anno, secondo i numeri dell'agenzia Onu per i rifugiati Unhcr, la questione rimane altamente divisiva in seno all'Ue.

Una bozza di comunicato congiunto dei ministri, vista da Reuters, afferma che "è necessario evitare di incentivare l'immigrazione irregolare".

La bozza indica che il blocco è intenzionato ad impegnarsi per aumentare lo sforzo umanitario in Afghanistan, anche tramite l'Unhcr, ma non fornisce ulteriori dettagli.

I 2,2 miliardi di euro previsti per aiuti allo sviluppo nei prossimi anni in Afghanistan, sono comunque stati sospesi dopo che i talebani hanno preso il potere.

L'Ue ospita circa il 10% dei rifugiati del mondo, circa lo 0,6% della popolazione complessiva dell'Ue.

Lo scorso anno, 42.000 afghani hanno ottenuto protezione legale all'interno dell'Ue. Gli afghani sono poco più del 10% dei richiedenti asilo nel blocco, il secondo gruppo per dimensioni dopo i siriani, e costituiscono circa l'8% degli ingressi irregolari, secondo i dati della Commissione europea.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Giselda Vagnoni, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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